Bandiere a mezz’asta, bandiere simbolo della voglia di risollevarsi

CROTONE – Sono strappate, vecchie, scolorite. Ma sono lì. Appese ai balconi, tra parabole e condizionatori. Tra panni stesi ad asciugare al sole, oppure davanti alla vetrina di un panificio. Sventolano nel giorno in cui tutta Italia si lista a lutto per rendere omaggio ai ‘caduti’ nella guerra contro il coronavirus. Sventolano quando le inquadro con la fotocamera. Quasi a voler dare un messaggio: ci risolleviamo. L’Italia garrisce al vento. Più dell’Europa. Il tricolore italiano si solleva al minimo soffio di vento di una giornata silenziosa più di altre. Lo fa davanti al Palazzo di Giustizia incorniciando il ritratto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lo fa alla Provincia di Crotone. Sventolano sui balconi dei crotonesi. Tra strofinacci e accappatori ad indicare come il sentimento di appartenenza sia di casa tra noi italiani.

Il bianco rosso e verde colora la vetrina di un negozio di generi alimentari mentre sul display passa la scritta Pane di Cutro, la cittadina più colpita dal virus nel crotonese. Forse non significa nulla, forse è un segno per dire che l’Italia è unita nell’emergenza e che solo insieme se ne può uscire. Le ultime immagini che scatto sono un segno di speranza: una è una bandiera dove sul bianco una famiglia ha scritto il motto di guerra contro il virus, “Andrà tutto bene” ed un bambino ha disegnato l’arcobaleno e le stelle. L’altra immagine è una vecchia bandiera italiana sfilacciata e scolorita che sfida il tempo e da un palazzo si staglia nel cielo per ricordarci che “sarà sempre più blu”.