Barreca: bello tornare a suonare dal vivo, sul palco racconto le mie emozioni

Prosegue “Dall’altra Parte del giorno Tour 2021”, la tournée del cantante calabrese Barreca che il 20 agosto si esibirà a Zambrone (Vibo Valentia) con un omaggio speciale per Mia Martini.

Domenico Barreca, nasce nel 1986 a Taurianova (RC) e nutre fin da giovanissimo un amore viscerale per la “canzone d’autore” italiana. Si laurea in “Musica, Spettacolo e Tecnologia del Suono” presso il Politecnico di Vibo Valentia con una tesi di ricerca sulla “scuola genovese” e successivamente si specializza in canto pop seguendo corsi e seminari tenuti da vari professionisti del settore. Nel 2012, con il suo primo progetto musicale Nabana , vince la III Edizione del contest per Artisti e Band Emergenti del MEI di Faenza. Il 23 ottobre 2020 pubblica il suo primo singolo come Barreca, “La parola noi”, e il relativo videoclip, girato da Giacomo Triglia. Il 4 dicembre è la volta di “É tutto qui”, singolo che farà da apripista a “Dall’altra parte del giorno”, il primo album di inediti, uscito il 19 gennaio. Nell’estate del 2021 riceve il “Premio Migliore Nuova Proposta” di Fatti di Musica e si cimenta nel “Dall’altra parte del giorno Tour 2021”. Lo abbiamo intervistato

Come stai attraversando questo periodo di ripresa?

Sto attraversando un periodo abbastanza positivo perché ho iniziato un tour e posso finalmente fare quello che ho sempre sognato cioè portare questo album dal vivo, raccontando ciò che sono, portando in scena il mio mondo, le mie inquietudini, la mia visione dell’amore e il mio modo di vivere questa vita. Ho buone impressioni e vibrazioni, certamente per come sono fatto non sto pienamente realizzando cosa sta succedendo, sicuramente a settembre quando farò un bilancio di tutto ci sarà maggiore consapevolezza, però le vibrazioni che mi arrivano sul palco e le sensazioni che ho mentre canto sono tutte indescrivibili. La musica ha questo compito nei miei riguardi, ossia quello di mettermi in connessione con un mondo ideale.

Con chi hai lavorato per produrre questo album e quale è stato il processo creativo?

“Dall’altra parte del giorno” è nato da una forte ostinazione, sono stati tre anni di gestazione che hanno visto tante vicissitudini accomunate da un forte lavoro di squadra con Riccardo Anastasi che ha curato gli arrangiamenti e ha suonato nel disco, e Benedetto Demaio che ha creato i testi secondo il mio caos interiore, subendosi i miei flussi di coscienza; con loro c’è stato un dialogo costante, un’alchimia che ha fatto sì che tutti i brani risultassero credibili e cuciti su misura sia dal punto di vista musicale, perché l’album doveva suonare esattamente così, sia dal punto di vista dei testi che mi rappresentano a pieno ciò che sono, un trentacinquenne che comunque vive con la sua visione di tante cose, dall’amore all’aspetto sociale, ma anche dalle fragilità che prima mi hanno limitato, portandomi ad avere tante problematiche come l’ansia, e che adesso rappresentano un punto di forza. Questo aspetto è stato una sorta di psicoterapia che ha portato ad un concept album, ad un viaggio interiore. Il risultato è credibile e mi descrive come mai prima, spero che l’ascoltatore abbia l’impressione di sentirsi partecipe in queste dieci storie.

A quali artisti ti senti maggiormente vicino nel tuo fare musica?

Sono sempre rimasto attratto dalla canzone d’autore italiana, questo lo si evince dal tipo di progetto che è “Dall’altra parte del giorno”. Ci sono momenti all’interno del live scanditi da omaggi ad alcuni artisti che considero fondamentali per la mia crescita e per il mio modo di esprimermi. Ho sempre avuto una sorta di riverenza verso questi mostri sacri che avevano già detto tutto e non mi sentivo mai all’altezza rispetto ad essi. Parto sempre citando il primo, Luigi Tenco, ma anche Fabrizio De André, Ivano Fossati, Niccolò Fabi, Giorgio Gaber, Piero Ciampi e sono quelli che mi danno la forza di continuare a sperare e di credere nei miei sogni.

Il 15 luglio è partito il tuo tour, che effetto ti ha fatto poter tornare a calcare un palco?

E’ un effetto bellissimo perché mi sento come se stessi a casa mia, in un luogo confortevole perché questo album è così personale e mi racconta in maniera totale che poi esprimerlo dal vivo con una band eccezionale e dei musicisti che sono in primis degli amici e dei professionisti straordinari mette a proprio agio. Anche se sono sensazioni che magari svilupperò in seguito, quello che c’è sul palco e si respira è magia.

Ci racconti un aneddoto divertente di un tuo concerto?

C’è una bellissima condivisione, con la band siamo prima di tutto amici, a volte mi prendono anche in giro per un mio modo di fare abbastanza maldestro per certi versi, ipocondriaco per altri, oppure prima di cantare ho l’abitudine di mangiare biscotti che sono anacronistici per natura, i famosi biscotti “Atene” per dirti, poi dopo mi scateno. Il dopo concerto è scandito dalla cena, dalle chiacchiere e dalla condivisione, regna un clima di amicizia e goliardia, poi ogni sera io mi innamoro facilmente, ma è anche la mia natura!

Progetti futuri?

Nell’imminente uscirà un nuovo singolo accompagnato da un bellissimo videoclip, c’è anche la volontà di continuare a suonare e di esibirsi anche nel periodo autunnale, situazione attuale permettendo.