Capocolonna, ritrovata statua marmorea del frontone del tempio di Hera

CROTONE – Un puzzle archeologico ricostruito dopo oltre un secolo a conferma che gli studi archeologici riservano sempre sorprese e non devono mai fermarsi. E’ quello che rappresenta la scultura marmorea di una testa di cavallo che si trovava nel tempio di Hera Lacinia sul promontorio di Capocolonna che è stata ricostruita dopo oltre un secolo dal primo ritrovamento avvenuto nel 1910 per opera di Paolo Orsi.

Da Orsi a Ruga

All’epoca il famoso archeologo al quale la Calabria Magno Greca deve la sua fortuna, ritrovò il muso in marmo di quella che doveva essere la scultura di un cavallo. Più di cento anni dopo, nel corso dello scavo condotto nel 2013 dall’archeologo Alfredo Ruga a Capocolonna, venne trovata – poco distante dal punto del ritrovamento di Orsi – l’intera testa. Immediatamente vennero uniti i pezzi e nel 2014 fu completato il restauro.

A cinque anni dal restauro, dopo una serie di studi per approfondire la provenienza della statua, il reperto, sabato 21 settembre 2019, è stato finalmente esposto al museo di Capocolonna diretto dall’archeologo Gregorio Aversa che ha voluto far coincidere l’evento con le Giornate europee del patrimonio culturale. (Guarda VIDEO)

Gruppo marmoreo

La statua, ha ipotizzato lo stesso Aversa, doveva far parte di un gruppo scultoreo che adornava il frontone del tempio di Hera Lacinia ed era posto sul lato occidentale. Doveva trattarsi di una statua a grandezza naturale ed intera di un cavallo: a confermarlo il ritrovamento – sempre nel 2013 – di una parte della gamba e degli zoccoli. La statua era stata scolpita su marmo pario (una materia particolarmente pregiata) che proviene dalle isole Cicladi. La realizzazione risale al periodo classico della prima metà del V secolo a.C.; periodo di grande fervore artistico quando Fidia – il celebre scultore greco – iniziava ad influenzare l’arte greca. La testa di cavallo resterà nell’esposizione permanente del Museo archeologico di Capocolonna.