Cara, Bruno Bossio teme che a gestirlo sia ancora Misericordia

Crotone – “Sicuramente è cambiato molto, non foss’altro perché c’è una presenza dimezzata, dacchè c’erano dichiarate 1.200 persone o anche di più e ora ce ne sono circa 600”. E’ positivo il giudizio della deputata del Pd Enza Bruno Bossio sulle condizioni di vita nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto dove questa mattina ha effettuato una visita ispettiva insieme a Valerio Federico, membro del Consiglio direttivo di +Europa, e a Giuseppe Candido, segretario dell’associazione radicale nonviolenta ‘Abolire la Miseria’.

“Il campo è stato ammodernato, erano stati tolti i container già nel 2016, quindi gli spazi sono molto ben organizzati, puliti. E’ una condizione, da un punto di vista logistico, sicuramente non negativa. Se penso a quello che ho visto sia sulla nave Diciotti che a San Ferdinando, devo dire che è una dimensione positiva” ha proseguito Bruno Bossio. La parlamentare Pd, tuttavia, ha espresso perplessità sulla futura gestione del Cara per i cui servizi è in corso di espletamento una gara d’appalto bandita dal ministero dell’Interno attraverso la Prefettura di Crotone. Il timore paventato da Bruno Bossio è “che si prosegua sostanzialmente in questo monopolio che di per sè non è un fatto positivo”, considerato che alla gara hanno partecipato anche la Misericordia e la ditta Quadrifoglio di Isola Capo Rizzuto. Quella che si sta espletando, comunque, “non è più una gara come quelle precedenti, anzi diciamo che non ci sono state gare per molto tempo. Se è successo quello che è successo, con l’indagine della Dda, è perché in questo posto, prima senza gara e poi con le gare, incredibilmente hanno vinto sempre loro, la Misericordia di Isola Capo Rizzuto, con la copertura della Misericordia nazionale e con, allora, la connivenza anche della Prefettura”.

Lo stesso timore della Bruno Bossio è stato manifestato anche da Valerio Federico secondo cui “è del tutto evidente che l’amministrazione giudiziaria sta facendo un buon lavoro però la casa madre di Misericordia, che ha il monopolio di questa struttura da 15 anni, ha un curriculum di errori, di servizi sbagliati e noi ci auguriamo che ci sia un elemento di rottura rispetto all’amministrazione che ha portato non solo a scandali di natura giudiziaria ma ha pesato sulla condizione di vita degli ospiti per questi 15 anni”.

Per Giuseppe Candido “tanti comuni con un sistema di accoglienza diffusa potrebbero evitare situazioni come quella al centro dell’indagine fatta dal procuratore Gratteri, che dobbiamo ringraziare”.