Castello Carlo V, Arpacal: i valori del radon sono nella norma

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“La concentrazione di attività di radon outdoor nel castello, come ci si aspettava, è assolutamente in linea con i livelli di radon che abitualmente si registrano in atmosfere esterne”. Lo rende noto l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente al termine delle misurazioni effettuate nei locali della fortezza aragonese di Crotone, interessata lo scorso anno dal rinvenimento di un consistente quantitativo di scorie industriali con un contenuto di radioattività naturale fuori dalle righe, i cosiddetti tenorm (nella foto).

Le misurazioni sono state effettuate lo scorso 7 marzo su richiesta del ministero dei beni culturali ed hanno interessato la biblioteca comunale, il museo civico e la foresteria. La presenza di una sorgente di materiali uraniferi nelle aree confinanti avrebbe potuto rappresentare un vettore di accumulo di radon, un gas naturale che sale dalle cavità geologiche ed è la seconda causa, dopo il fumo, del tumore ai polmoni. Ma il castello, a quanto pare, sa come difendersi, con la sua possente struttura che ne impedisce la diffusione.

I valori riscontrati negli ambienti chiusi sono gli stessi di quelli che si ritrovano nell’aria, di conseguenza, si legge nel report finale del laboratorio Arpacal ‘Ettore Majorana’ di Catanzaro diretto dal dottor Salvatore Procopio – non meritano alcun interesse di tipo radiologico”. Viene solo consigliata, quando il castello sarà riaperto ed il personale comunale, utenti e visitatori torneranno a frequentare i suoi locali, una seconda misurazione passiva per un periodo di tempo non inferiore ad un anno. Che non è un obbligo normativo, solo “una mera applicazione di un principio di prevenzione” si legge ancora nelle conclusioni del report.

Il prossimo passo è la rimozione dei tenorm a vista, quelli che hanno spinto lo svorso anno il sindaco a decretare la chiusura del castello. Il progetto di messa in sicurezza è in capo alla Direzione regionale dei beni culturali ed attualmente è al vaglio della commissione prefettizia sul rischio radiologico.