Centrale biomasse di Cutro, l’amministratore delegato: problemi già superati

CROTONE – “Ritengo pressoché ingiustificato lo stato di agitazione proclamato dai sindacati e pervenutoci via pec nella mattinata di oggi”. E’ quanto afferma Fausta Dovico, direttore generale della Serravalle Energy srl, la società proprietaria della centrale a biomasse di Cutro dove le organizzazioni sindacali di categoria hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori a causa di una serie di presunte inadempienze del’azienda e preoccupati per il futuro della centrale. I sindacati hanno chiesto al Prefetto di convocare le parti ad un tavolo di conciliazione che a detta dell’ad Dovico, tuttavia, risulta inutile dal momento che alcune criticità sono state già superate ed altre non esistono affatto.

“Innanzitutto non vi è nessun futuro incerto per la centrale di Cutro – precisa Dovico – in quanto marcia regolarmente senza intoppo alcuno se non quello ordinario per un impianto di tale portata. Le manutenzioni vengono svolte con regolarità e le fermate vengono effettuate ogniqualvolta il nostro personale tecnico lo ritenga opportuno”.

In merito alle altre problematiche sollevate dai sindacati, l’amministratore delegato spiega che “in 4 anni di esercizio vi sono stati solo due volte episodi di “ritardo” nel pagamento degli stipendi, che si aggirano intorno ai 10 giorni dalla normale data per cui ditemi voi se questo può definirsi forte ritardo. Vero che ci sono stati ritardi sul premio di produzione 2017, sui buoni pasto e sul fondo di previdenza, anche se quest’ultimo è stato già regolarizzato con un piano di rientro approvato e regolarizzato tra noi es il fondo stesso”.

“Purtroppo – afferma Dovico in proposito – il periodo cririco che sta attraversando il settore ha colpito anche la nostra centrale, ma di tutte queste problematiche i sindacati erano già stati informati proprio durante una riunione nella nostra sede. Pertanto ritengo pressoché superfluo un tale allarmismo e non necessaria addirittura la convocazione delle parti per l’espletamento della procedura conciliativa, che normalmente si fa in condizioni di effettivo e reiterato ritardo di mesi nel pagamento degli stipendi innanzi al Prefetto”.