Cervone albino, il serpente bianco della Sila

Una scoperta che ha dell’eccezionale: per la prima volta in Italia (e forse nel mondo) è stato documentato nella nostra Sila un caso di albinismo in un rettile della specie cervone.
Ad averla fatta, non poteva essere diversamente, è stato Gianluca Congi, appassionato ed esperto di natura e di animali e soprattutto conosciuto per le sue capacità di salvare i serpenti.
Una passione quella di Congi per la quale ricopre, ad appena 29 anni, anche tanti incarichi per la tutela dell’ambiente: primo fra tutti quello di coordinatore del Nucleo operativo provinciale di Cosenza del Servizio nazionale vigilanza per la tutela del patrimonio faunistico e naturale dello Stato, ma è anche presidente del Wwf Altopiano della Sila, referente della Lipu nonchè responsabile per le attività di educazione ambientale del Cea “Villa Daino”.

Una scoperta che ha dell’eccezionale: per la prima volta in Italia (e forse nel mondo) è stato documentato nella nostra Sila un caso di albinismo in un rettile della specie cervone.
Ad averla fatta, non poteva essere diversamente, è stato Gianluca Congi, appassionato ed esperto di natura e di animali e soprattutto conosciuto per le sue capacità di salvare i serpenti.
Una passione quella di Congi per la quale ricopre, ad appena 29 anni, anche tanti incarichi per la tutela dell’ambiente: primo fra tutti quello di coordinatore del Nucleo operativo provinciale di Cosenza del Servizio nazionale vigilanza per la tutela del patrimonio faunistico e naturale dello Stato, ma è anche presidente del Wwf Altopiano della Sila, referente della Lipu nonchè responsabile per le attività di educazione ambientale del Cea “Villa Daino”.
Congi, che abbiamo imparato a conoscere su queste pagine per le centinaia di salvataggi di animali in pericolo, questa volta ha messo a segno una scoperta davvero unica: lo scorso mese di ottobre, ha recuperato uno strano serpente mai visto prima d’ora.
Il rettile era stato segnalato da alcune persone a Congi il quale, dopo aver ascoltato la prima sommaria descrizione (si parlava di un serpente rosa) è accorso sul posto pensando ad un rettile di tipo esotico.
Quando è arrivato in questa località della Sila, per ora tenuta segreta, Congi è rimasto a bocca aperta perché ha capito subito di avere a che fare con un rarissimo caso di albinismo del tipo tirosinasi – negativa nella specie cervone. Un serpente, in pratica, completamente privo di colorazione (bianco o sbiadito) e con gli occhi rossi. Il nome scientifico della specie è elaphe quatuorlineata Lacépède; in particolare l’esemplare era di 36 centimetri.
Gianluca Congi, prima di ridare la libertà al rettile, lo fotografa e realizza un video per documentare ciò che ha rinvenuto. L’uomo che “sussurra ai serpenti” porta il filmato alla tv digitale www.sila.tv dove ha un rubrica sulla natura e le immagini finiscono anche su You Tube (basta cercare cervone albino).
Dopo quasi 8 mesi, da Salerno, Vincenzo Salvatico, esperto di rettili, consulente tecnico del servizio Cites (Convenzione internazionale per la tutela delle specie in via di estinzione) del Corpo forestale dello Stato nonché collaboratore del Museo di storia naturale del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, lo contatta entusiasta. Bastano poche parole dell’esperto per far capire a Gianluca Congi di essere stato l’unico in Italia ad aver documentato un caso di completo di albinismo nel serpente Cervone: non era mai successo prima d’ora: quello di Congi è un documento che resterà alla storia.
I contatti intanto si susseguono. Un autorevole membro dell’Associazione erpetologia italiana, scrive così: “Salve signor Congi, volevo dirle che da membro dell’Aei (Associazione erpetologica italiana) sono rimasto esterefatto dal suo servizio sul Cervone albino, nel guardar quelle immagini non posso nasconderle che l’emozione che ho provato a causa di una simile scoperta, da grandissimo appassionato di rettili, è stata tantissima (…), ahimè nonostante estenuanti ricerche nessuno, che io sappia, ha mai filmato o fotografato un esemplare albino”.
Insomma, la scoperta di Congi sta facendo il giro negli ambienti scientifici nazionali ed internazionali. In Italia mai nessuno aveva documentato un simile caso e, probabilmente, le immagini del serpente sono uniche anche al mondo.
Giuseppe Pipita