Cinque milioni di debiti, Sant’Anna verso la liquidazione o il concordato preventivo

Altro che tre milioni e mezzo! I debiti accumulati dalla società di gestione dell’aeroporto ammontano a cinque milioni tondi tondi. La cifra è stata certificata dai consulenti in fase di ricognizione sullo stato di salute economico-finanziario dell’azienda. Tra i debiti sono conteggiati anche i trecento mila euro versati dai soci privati nell’ambito della mancata ricapitalizzazione. La forbice si allarga, mentre si restringono le speranze di addivenire ad una soluzione positiva. Con queste cifre non ci sono margini di manovra  e la società di gestione ha due strade: la messa in liquidazione o il concordato preventivo, sempre che il giudice accerti l’esistenza dei requisiti di cassa per la seconda via. L’ammontare esatto della partita debitoria, inizialmente stimata in tre milioni e mezzo, è stata comunicata ieri pomeriggio al Consiglio di amministrazione della società.

Altro che tre milioni e mezzo! I debiti accumulati dalla società di gestione dell’aeroporto ammontano a cinque milioni tondi tondi. La cifra è stata certificata dai consulenti in fase di ricognizione sullo stato di salute economico-finanziario dell’azienda. Tra i debiti sono conteggiati anche i trecento mila euro versati dai soci privati nell’ambito della mancata ricapitalizzazione. La forbice si allarga, mentre si restringono le speranze di addivenire ad una soluzione positiva. Con queste cifre non ci sono margini di manovra  e la società di gestione ha due strade: la messa in liquidazione o il concordato preventivo, sempre che il giudice accerti l’esistenza dei requisiti di cassa per la seconda via. L’ammontare esatto della partita debitoria, inizialmente stimata in tre milioni e mezzo, è stata comunicata ieri pomeriggio al Consiglio di amministrazione della società. Questo spiega perché alla vigilia dell’assemblea dei soci le redazioni di giornali e televisioni sono stati inondati di comunicati stampa. Appelli a trovare una soluzione per evitare la debacle, ma anche timidi tentativi di farsi da parte per evitare di essere trascinati nel vortice di una ormai più che probabile chiusura che avrà sicuramente pesanti risvolti politici.

 

Se la Stasi si scaglia contro gli industriali, vuol dire che ormai sono in guerra tutti contro tutti. Il vice presidente della Regione, in vista dell’assemblea dei soci dell’aeroporto in programma oggi, ha diramato ieri sera, a sorpresa, un nota con la quale, dopo aver rivendicato il lavoro fatto per la riapertura del Sant’Anna, lancia accuse a destra ed a manca per la mancanza di liquidità nelle casse della società di gestione. "Tutto questo è sconcertante dopo il tanto lavoro fatto nessun ente riesce a versare risorse e neanche la Camera di commercio", scrive Antonella Stasi, lamentando "l’incomprensibile il silenzio dei sindacati e di Confindustria su tutto quello che succede". Non sappiamo come l’abbia presa il presidente degli industriali di Crotone, Michele Lucente, la cui associazione di categoria (alla quale peraltro la Stasi fa riferimento dopo esserne stata anche il il presidente) non si è tirata indietro quando si è trattato di mettere mano al portafogli per la ricapitalizzazione.

 

"L’anno scorso – prosegue il vice presidente della Regione – abbiamo assistito ad un evento storico: la firma del contratto tra la società Sant’Anna e Ryanair che nel giro di pochi mesi doveva portare all’avvio dei voli. Sono seguite una serie di critiche, boicottaggi, intromissioni e ostacoli, tutti peraltro superati, con eventi e situazioni vissuti in prima persona veramente paradossali. Oggi il Ministero ha dato il suo ok, Enav è pronta ad avviare la messa in funzione della Torre di controllo (che durerà 4/6 mesi), i dirigenti dell’aeroporto sono riusciti ad ottenere la fidejussione, ma è tutto fermo da oltre un mese con il rischio di non vedere Ryanair neanche per questa estate. Questo perché in cassa in aeroporto – ribadisce la Stasi – non c’è un euro e, oltre a non poter pagare gli stipendi dei dipendenti, mancano anche i soldi necessari per attivare la fidejussione (25mila ero).

 

L’unica via di uscita può arrivare dall’assemblea dei soci, nel corso della quale bisognerà (?) dare garanzie sul ripiano dei debiti e la chiusura dell’aumento di capitale per portarlo a 500mila euro. "Mi auguro che l’assemblea possa individuare una decisione saggia, una soluzione che abbia l’obiettivo del salvataggio dell’aeroporto, senza se e senza ma, soprattutto senza finzioni, con un programma serio da rispettare". Come la Stasi, anche il direttore generale dell’aeroporto, Marcella Maggiori si è ricordata all’ultimo momento che senza soldi non si cantano messe. Con la benedizione dell’eterno presidente dell’Enac, Vito Riggio (nella foto), il quale ha sostenuto nel corso di un incontro che Crotone, nel novero degli aeroporti minori, è una eccezione come le isole di Linosa e Lampedusa per via della mancanza di altri mezzi di trasporto nella zona, la Maggiori ha avvertito il bisogno alla vigilia dell’assemblea di lanciare un segnale ai soci ai fini di una chiusura positiva della vicenda.

 

"La compagnia Ryanair è oramai alle porte, i contatti con il vettore sono continui e settimanalmente la società invia informazioni ed aggiornamenti", dice il dg. "Nella speranza che la convenzione tra Enav e società Aeroporto S. Anna spa venga sottoscritta nel minor tempo possibile, cosa impossibile fino ad oggi viste le note vicende finanziare in cui versa la società aeroportuale, rimaniamo in attesa di conoscere quando Enav attiverà il servizio Atc, in modo tale da consentire alla compagnia di programmare l’operativo sullo scalo crotonese e dare così avvio all’attività aerea. L’aeroporto ha oggi una grande opportunità, la possibilità di riprendersi, con un lavoro almeno di dodici mesi, la credibilità acquisita con grande sforzo negli ultimi anni. Ecco perché la ricapitalizzazione della società – conclude la Maggiori – risulta ora più urgente che mai".

 

Nelle foto: Antonella Stasi, Marcella Maggiori, Vito Riggio