Cosche al nord, chiesta condanna a 30 anni per Nicolino Grande Aracri

Sedici condanne: le hanno chiesti i pubblici ministeri della Dda di Brescia al termine di una requisitoria durata cinque giorni nel processo, denominato Pesci, contro una costola della cosca cutrese dei Grande Aracri operante nel mantovano. La pena più pesante i pm Claudia Moregola e Paolo Savio l’hanno avanzata ai giudici del Tribunale di Brescia per Nicolino Grande Aracri ma anche per un altro cutrese, Antonio Rocca, ritenuto il luogotenente del boss nel mantovano, entrambi accusati di associazione mafiosa.

Nei faldoni dell’inchiesta sono finiti anche l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano e il costruttore cutrese trapiantato al Nord Antonio Muto. L’ex primo cittadino (la cui osizione è stata stralciata e il processo si sta celebrando a Roma) è indagato per peculato e corruzione per l’affare Lagocastello.

Muto, oggi agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza, era invece finito in cella con l’accusa di aver fiancheggiato la cosca dei Grande Aracri. L’immobiliarista di Levata di Curtatone è stato assolto in primo grado con rito abbreviato e adesso è in attesa della sentenza d’appello, la cui udienza è fissata per giovedì.

Le altre richieste di condanna avanzate dall’accusa nel processo davanti al Tribunale di Brescia riguardano Gaetano Belfiore, genero di Nicolino Grande Aracri (13 anni); Alfonso Bonaccio (12 anni), Antonio Floro Vito (6 anni), Rosario Grande Aracri, fratello del boss (15 anni), Salvatore Grande Aracri, nipote del boss (13 anni), Antonio Gualtieri (7 anni), Giuseppe Lo Prete (24 anni), Giacomo Marchio (4 anni), Salvatore Muto (20 anni), Moreno Nicolis (7 anni), Daniele Silipo (8 anni), Ennio Silipo (8 anni), Deanna Bignardi (14 anni), e Salvatore Rocca (2 anni).

Da quanto emerge dalle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Mantova, gli affiliati alla cosca cutrese si sarebbero infiltrati nei lavori edili dell’hinterland, tenendo sotto scacco con minacce ed estorsioni gli imprenditori. Alcuni dei quali hanno denunciato le estorsioni.