Covid, stretta della Santelli: mascherine all’aperto, temperature in fabbriche ed uffici

Torna l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto per tutti i calabresi. Lo stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione Jole Santelli. Sono esentati dall’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e le persone con disabilità non compatibile con l’uso del dispositivo di protezione. Nello specifico, l’ordinanza, la numero 68, obbliga, fino al 7 ottobre prossimo, su tutto il territorio regionale, di indossare correttamente la mascherina o altra idonea protezione a copertura di naso e bocca, oltre che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico, anche nei luoghi all’aperto, per tutto l’arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le deroghe previste dalle norme vigenti.

L’ordinanza specifica che possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. Sono esentati dall’obbligo i bambini sotto i sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti e le persone durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva;

L’ordinanza conferma il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione. Inoltre introduce l’obbligo a tutte le attività economiche, produttive e ricreative e agli uffici pubblici ed aperti al pubblico, di rilevazione della temperatura corporea a dipendenti ed utenti, impedendo l’accesso nei casi in cui venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 C° e comunicando la circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Asp. Resta in capo alle Autorità competenti, attraverso i propri organi di controllo, anche in coordinamento, la verifica del rispetto delle disposizioni previste nell’ordinanza e delle altre misure di prevenzione e contenimento del contagio vigenti, applicando le sanzioni da 400 a 1000 euro.

Restano ferme le misure statali e regionali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti,