Crotone, chiede certificati sulla sicurezza della Questura: sindacalista Siulp indagato per calunnia

CROTONE – Indagato per calunnia dalla Procura della Repubblica perché in qualità di sindacalista ha chiesto al suo datore di lavoro i documenti che certificassero la sicurezza del luogo di lavoro. Non è capitato ad un sindacalista di una semplice azienda, ma al segretario provinciale del Sindacato italiano unitario dei lavoratori di polizia (Siulp), Claudio Giammarino, che nei mesi scorsi, in qualità di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha chiesto al Questore di Crotone di poter avere il certificato prevenzione incendi ed il documento di valutazione dei rischi. Non ricevendo risposta Giammarino, con il supporto del Siulp regionale e nazionale, si era rivolto alla Procura della Repubblica di Crotone per chiedere di verificare l’esistenza dei documenti, ma è stato indagato per calunnia nei confronti del questore.

Per questo motivo martedì 15 giugno davanti alla Questura di Crotone si è svolto un sit del Siulp al quale ha preso parte anche il segretario nazionale Felice Romano: “La questura di Crotone – ha detto Romano – sorge su un sito dove ci sono rifiuti tossici come recita il cartello all’ingresso. Facendo nostro l’appello del presidente Mattarella a lavorare insieme contro le morti bianche sul lavoro abbiamo chiesto al datore di lavoro se esistevano i presupposti di sicurezza attraverso alcuni certificati che la legge prevede. Il datore di lavoro non ha risposto e quindi abbiamo chiesto all’ufficio di vigilanza che è quello che è deputato a fare i controlli. anche in questo caso non ci ha risposto. Dopo quattro solleciti siamo andati in Procura alla quale abbiamo chiesto di verificare se questi documenti esistono. La risposta è stata che chi ha richiesto questi documenti, il segretario provinciale del Siulp di Crotone nelle vesti di responsabile sindacale della sicurezza dei lavoratori, è stato indagato per calunnia”.

Romano lancia un allarme: “Dobbiamo ascoltare il presidente della Repubblica o qualcuno vuole che per i poliziotti non ci sia la sicurezza e gli rls non debbano esercitare la potestà fermo restando che a Firenze è accaduto il contrario dove ci siamo ritrovati indagati per non aver chiesto se c’erano le condizioni di sicurezza previste da legge. Ribadiamo la fiducia nella giustizia, ma qui si gioca la credibilità per porre le basi per il rilancio della Calabria e se chi è la prima sentinella contro la criminalità oggi è costretto, per una ‘bronto burocrazia’, a tutelare se stesso è evidente che la strada sarà complicata. Noi come sindacato e Cisl faremo barriere per non far morire la legalità ma farla fiorire proprio da qui, da Crotone”.

Circa 150 persone hanno preso parte alla protesta alla quale erano presenti anche il segretario regionale del Siulp, Giuseppe Lupia, il segretario della Cisl Calabria, Tonino Russo e tutti i segretari provinciali del Siulp. “Questa presenza di colleghi da tutta la regione. ha detto Claudio Gammarino – significa solidarietà, significa che il Siulp nazionale è attento ai temi della sicurezza sul lavoro e che abbiamo una regione coesa che fa gruppo rispetto alle esigenze dei poliziotti e della sicurezza sui luoghi sul lavoro. Un tema così importante non è stato ascoltato dall’Amministrazione ed era necessario dare un segnale rispetto a questa tematica”.