Crotone, meraviglie del centro storico: l’affresco della Madonna realizzato da Gaele Covelli

Ogni domenica è sempre una nuova scoperta. Andare in giro per il centro storico insieme a Antonio Arcuri e Gianluca Facente regala sempre qualche emozione e insegna nuove cose sulla storia di Crotone. Non solo a chi da questa città è stato accolto, ma anche a chi qui è nato e ci vive da sempre. Il tour domenicale promosso dalla fondazione ‘Santa Critelli’ anche lo scorso 31 marzo ha permesso di far scoprire ai circa 100 partecipanti una vera e propria chicca: un affresco dalla Madonna di Capocolonna dipinto da Gaele Covelli quando aveva 11 anni. Il celebre pittore, nato nel 1872 a Crotone, lo realizzò in quella che fu la sua casa natale nel centro storico quando era ancora bambino. La tecnica, il disegno mostrano tutta la sua innata capacità artistica poi affermatasi all’inizio del secolo scorso.

E’ stato possibile ammirare  l’affresco grazie alla disponibilità del proprietario dell’abitazione dove nacque Gaele Covelli – l’ingegnere Francesco Vaglies – che ha aperto le porte dell’abitazione su richiesta di Arcuri. L’opera è un affresco che riproduce la Vergine di Capocolonna e dimostra già le capacità artistiche del pittore formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

Andando in giro di domenica nel centro storico con Arcuri e Facente si conoscono personalità crotonesi del passato, come il maestro Vincenzo Scaramuzza, musicista di fama mondiale, la cui casa natale è proprio in una stradina del borgo antico. Un borgo che – come è stato spiegato nelle varie tappe del tour – ha bisogno di essere promosso e valorizzato. Arcuri e Facente non sono semplici guide, ma riescono a creare dibattito tra quanti partecipano. Come ha fatto domenica scorsa Enzo Monte che ha spiegato, ad esempio, la presenza di una comunità ebraica nell’abitato antico crotonese – il quartiere della Giudecca – citando come questa presenza si ritrovi in alcuni modi di dire crotonesi. Ed ancora gli interventi poetici del maestro Picari.

Domenica, inoltre, Gianluca Facente con una lettura tratta dal suo libro ‘L’ultimo re di Delfi’ ha spiegato il mito di Scirocco e Tramontana, venti amanti che non si incontrano. Da questo originale confronto su più livelli tra i vicoli è venuta fuori l’idea di fare del centro storico un parco culturale nel quale individuare alcuni punti di interesse storico, ma anche mitologico. Come ad esempio la casa di Pitagora, un luogo che secondo alcuni storici, come Pericle Maone e Giovambattista De Nola Molise, è individuabile in una zona ben precisa del centro storico.

Un luogo, quello della presunta casa di Pitagora, che un parco culturale potrebbe valorizzare insieme ad altri luoghi pieni di storia del centro antico crotonese. Il parco culturale del centro storico, oltre a promuovere e valorizzare la più antica della città, può servire anche per farne conoscere lo stato attuale creando interazione con gli attuali residenti, tanti dei quali stranieri, realizzando una integrazione vera tra passato e presente. L’idea è stata lanciata, adesso qualcuno sappia coglierla.