Crotone, nido di tartaruga troppo vicino al mare: volontari del Wwf salvano la covata

CROTONE – Volontari del WwF hanno salvato un nido di una tartaruga marina dal pericolo di essere spazzato via dalle onde. E’ accaduto lunedì 15 luglio a Capo Colonna, in piena Riserva Marina di Isola di Capo Rizzuto, dove una ‘mamma tartaruga’ dopo essere uscita dall’acqua – spinta dall’istinto primordiale di liberarsi del carico di uova – per scavare la caratteristica buca nella sabbia non si è allontanata a più di cinque-sei metri dalla battigia. Troppo poco poter evitare che le onde prima o poi distruggessero l’intero nido, vanificando lo sforzo sostenuto dalla frettolosa genitrice.

La fortuna ha voluto che della presenza della tartaruga si siano accorti i frequentatori di un lido che hanno subito lanciato l’allarme, raccolto prontamente dal gruppo di volontari e biologi delle organizzazioni aggregate del WWF Crotone e di Catanzaro i cui professionisti sono impegnati nelle operazioni di monitoraggio e tutela dei nidi di Caretta caretta, nell’ambito del Progetto “TartAmar” del WWF Italia.
Provvidenziale si è rivelato l’intervento dei volontari del WWF, regolarmente autorizzati dal Ministero dell’Ambiente ad operare sulle tartarughe, visto che le uova giacevano a una quarantina di cm sotto la sabbia, ma erano già completamente immerse nell’acqua.

Le novantasette uova, una per una, e con estrema delicatezza, sono state perciò prelevate e trasferite con tutti gli accorgimenti che il caso prevede, in un nido “artificiale”, ad una distanza di sicurezza dalle onde. La speranza di tutti è che, ultimato il normale periodo di incubazione, che durerà una sessantina di giorni in media, le tartarughine possano sgusciare tranquillamente e ricevere, questa volta a tempo debito, il loro battesimo del mare.

Il progetto “TartAmar” ha lo scopo di favorire tutte le condizioni necessarie per il migliore successo riproduttivo di una specie minacciata (e la cui conservazione è considerata prioritaria a livello Europeo), attraverso la ricerca dei nidi, la loro messa in sicurezza ove necessario, e campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi che riguardano la sopravvivenza della Caretta caretta, non ultimo la insostenibile presenza di plastiche nei nostri mari.