Crotone, operazione Malapianta, fermate 32 persone per associazione mafiosa

CROTONE – La guardia di finanza ha estirpato la ‘Malapianta’ della droga in provincia. Si chiama proprio ‘Malapianta’ l’operazione con la quale nel corso della notte, oltre 250 finanzieri appartenenti alla Guardia di Finanza di Crotone e agli altri Reparti delle Fiamme Gialle calabresi, con il concorso dello Scico, hanno tratto in arresto 32 persone (leggi i nomi), destinatarie di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Catanzaro a carico di altrettante persone accusate di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione, usura, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. I provvedimenti, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, hanno smantellato una potentissima “locale di ‘ndrangheta”.

Le indagini

L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di scoprire l’esistenza di una locale di ‘ndrangheta” a San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone, facente capo alle famiglie Mannolo, Trapasso e Zoffreo con ramificazioni operative non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, nonché, con proiezioni estere. Le indagini hanno accertato che, oltre al dominio incontrastato del traffico di droga fra le province di Crotone e Catanzaro e l’usura praticata nei confronti di diversi imprenditori anche nel nord Italia, il locale di San Leonardo di Cutro” da anni esercitava la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio con una costante e pesantissima vessazione finalizzata all’estorsione per assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche. Gli enormi proventi illeciti venivano riciclati anche mediante investimenti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e delle stazioni di rifornimento carburante.