Crotone, protesta delle attività imprenditoriali. Pugliese: pronti ad occupare le piattaforme Eni

CROTONE – Girare alle imprese in crisi le royalties del metano che il Comune di Crotone riceve dall’Eni oppure verranno pacificamente occupare le piattaforme a mare. Si prepara la rivolta sociale a Crotone dove sabato 16 maggio  – su iniziativa delle associazioni di categoria  Ance, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Fenimprese – diversi titolari di imprese di ogni settore hanno realizzato un sit in piazzando decine di sedie vuote davanti al Municipio e sfilando in silenzio per via Vittorio Veneto.

Una protesta indirizzata a chiedere chiarezza per la riapertura di tutte le attività commerciali dal 18 maggio e, soprattutto, maggiore dialogo con le imprese. L’incertezza sulle regole da seguire, infatti, crea nervosismo ed ansia tra i commercianti. Il timore è che riaprendo, non essendoci ancora chiarezza, si rischi di subire anche sanzioni. Una delle principali richieste – che arriva dalla categoria della ristorazione – riguarda l’occupazione del suolo pubblico. Anche averlo gratuitamente come dispone il dpcm “Rilancia Italia” non soddisfa le esigenze degli imprenditori che, invece, chiedono di poter ampliare lo spazio concesso. Questo permetterebbe di compensare – con qualche tavolino in più – le perdite che il distanziamento sociale causerà.

Poi c’è il capitolo royalties. Crotone riceve circa 7 milioni di euro per l’estrazione del metano. Soldi che potrebbero finire – sotto varie forme – alle imprese per aiutarle in questo momento di crisi. Lo spiega il presidente della Camere di Commercio, Alfio Pugliese: “Questa manifestazione è indirizzata al Comune di Crotone sia rispetto alle programmazione dei progetti finanziati e da attivare –  da Antica Kroton ad Agenda urbana ai lavori pubblici – sia rispetto alla rimodulazioni delle royalties a favore delle imprese crotonesi. Il commissario ha detto in conferenza stampa che deve verificare se si tratta di aiuti di Stato. Questa scusante non esiste perché c’è già un parere ministeriale sulle royalties ai pescatori che dice chiaramente che non sono aiuti di Stato; poi anche se l’Eni è una partecipata dello Stato è un’azienda privata pertanto non sono aiuti di Stato. Infine, con la deroga messa in campo dall’unione Europea rispetto agli aiuti finanziari al mondo delle piccole imprese le royalties non possono essere considerati aiuti di Stato. Riteniamo che possano essere usate direttamente donandole alle aziende che ne hanno necessità. Serve solo una riprogrammazione perché in genere le royalties sono utilizzate più che per lo sviluppo locale, al quale sono destinate, per sistemare i bilanci. Questa rimodulaziome tocca al Comune che deve intervenire sul bilancio. In futuro – conclude Pugliese – se non troveremo soddisfazione rispetto alle problematiche che stiamo vivendo e visto che questa crisi è paragonabile a quella del 1992 con la chiusura delle fabbriche, questa volta non metteremo a ferro e fuoco la città, ma abbiamo già programmato una azione dimostrativa di occupazione delle piattaforme dell’Eni”.