Crotone, riprende la movida serale: regole accettate. Si teme più per la spazzatura in strada

CROTONE – Il primo week end dopo la fine del lockdown ha dato sfogo alla voglia di riprendersi un po’ di normalità soprattutto da parte dei più giovani. Un sabato normale a Crotone dove la ‘movida’ notturna è tornata quasi ai livelli pre emergenza covid. I dati epidemiologici, che vedono la provincia di Crotone tra le prime in Italia per calo e diffusione dei contagi (zero nuovo casi positivi da quasi un mese ed 11 casi ancora attivi) hanno spinto soprattutto i giovani a affollare il lungomare cittadino nel primo sabato dopo la fine del lockdown.

Più timore dei rifiuti

Come nei precedenti week end anche nella serata di sabato 23 maggio il lungomare è rimasto aperto al traffico veicolare: il divieto era solo dalle 9.30 alle ore 20.30. Con il lungomare aperto alle auto nelle ore serali è stato limitato lo spazio che provocato un naturale assembramento sulla parte pedonale. Presenti anche le forze dell’ordine: un servizio di controllo discreto con interventi eseguiti solo per consigliare alle persone di mantenere le distanze di sicurezza. Molti ragazzi si sono detti più preoccupati dell’emergenza rifiuti. “Dopo tanti giorni a contagio zero – dice Francesco, 17enne – era normale aspettarsi questo afflusso di gente. Tra i ragazzi c’è voglia di uscire e tornare alla normalità, ma sappiamo che dobbiamo tenere le distanze ed ognuno di noi fa il possibile. Per lo più rischiamo altri tipi di epidemie con i rifiuti non raccolti da giorni”.

Prove tecniche il venerdì

Le prove tecniche del venerdì sera hanno permesso ai locali di affrontare il flusso di persone con una maggiore organizzazione anche se in molto casi, soprattutto nei pub più frequentati e senza posti a sedere è stato difficile tenere a freno l’esuberanza dei giovani per il primo sabato di libertà. “La gente ha accolto bene le regole del distanziamento sociale – dice Alessandro Carbone, amministratore del pub ristorante L’Insolito – e le rispetta. Ha accettato anche i separé tra i tavoli che abbiamo messo. E’ anche vero che non c’è l’afflusso che di solito c’era in questo periodo per via del timore, legittimo, di eventuali contagi. Siamo contenti di aver potuto tornare a lavorare, ma le persone tra  la paura e le poche risorse sono poche. Questo periodo per me e per tutti i colleghi è un investimento verso la normalità e in un futuro equilibrio finanziario che dopo due mesi di stop non c’è”.
Le persone preferisco fare aperitivi e cene all’esterno. “Abbiamo sistemato il locale, sia all’interno ma soprattutto all’esterno seguendo le linee guida previste per l’emergenza anti covid – dice Francesco Lavigna, titolare con la moglie del music pub il Vinilico -. Abbiamo registrato i clienti seduti al tavolo insieme come ci è stato consigliato di fare. Stiamo cercando di abituare le persone a prenotare in modo da gestire gli orari e le presenza senza creare assembramenti”.

Si alle regole

La maggior parte delle persone ha accettato di buon grado le nuove regole anti contagio al ristorante: “Abbiamo visto la gente felice di essere tornata alla normalità – racconta Amedeo Saragò della pizzeria Momò – ma anche consapevole di dover rispettare delle regole. Avevamo fatto le prove venerdì e sabato è andato tutto bene. Le persone si sono adattate bene al distanziamento sociale anche nei ristoranti e non ci sono stati problemi. Abbiamo lavorato su due turni molto bene anzi, con la riduzione dei coperti ci ha permesso di servire meglio i clienti”.