Decreto Sicurezza, Oliverio: è da stoppare. Occhiuto: pensi ai calabresi

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CROTONE – “Assieme alle altre Regioni che in questi giorni hanno annunciato un’analoga iniziativa, evidenziando le nostre stesse preoccupazioni, ci rivolgeremo alla Corte costituzionale per chiedere l’annullamento della normativa al fine di stoppare una legge che viola diversi trattati internazionali sui diritti umani e i principi fondanti la nostra Costituzione”. Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in relazione al decreto Sicurezza del Governo.

“Avevo già espresso, in occasione del dibattito parlamentare circa l’approvazione del decreto Sicurezza – aggiunge Oliverio – tutte le mie perplessità rispetto ad un provvedimento fortemente discriminatorio nei confronti di persone, immigrati regolari, che non potranno godere di diritti fondamentali. Oggi, gli atti di disobbedienza annunciati e praticati da diversi sindaci italiani confermano le mie preoccupazioni ed hanno il mio pieno sostegno”.

Il governatore della Calabria informa anche di aver “deciso di finanziare la legge regionale 18/2009, inserendo in bilancio un milione di euro per concretizzare l’impegno a favore dei richiedenti asilo, dei rifugiati e per lo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali. Una legge – precisa Oliverio – che non era mai stata finanziata prima”.

Pronta la risposta del centrodestra, che arriva da Roma, a firma del parlamentare di Forza Italia Roberto Occhiuto: “Ci mancava solo il presidente della regione Calabria Oliverio ad accodarsi alla schiera dei sindaci in rivolta contro quella che è legge dello Stato controfirmata dal presidente Mattarella. Cerca anche lui una qualche forma di notorietà o il suo è solo un goffo tentativo di distogliere l’attenzione dai veri problemi che affliggono i calabresi?” si chiede il vice presidente vicario dei deputati forzisti.

“Oliverio, piu’ che occuparsi di temi come l’immigrazione, dovrebbe pensare e concentrarsi sui problemi della sua regione e tentare di risolverli, se ne è capace” aggiunge Occhiuto. “Si occupi piuttosto dei diritti alla salute e al lavoro dei calabresi che il suo governo regionale ha reso ancora più deboli invece di garantirli. Non vorremmo essere noi, inoltre, a sottolineare come, in una terra che ha un serio e urgente bisogno di maggiore legalità, sia quanto meno inopportuno che un’alta carica istituzionale inviti ad infrangere le leggi”.