Detenuto di Isola ucciso fuori dal carcere

Lo hanno sorpreso proprio davanti al cancello del carcere, dove stava rientrando intorno alle otto e mezzo di sabato sera. Mario Manfredi, 52enne di Isola Capo Rizzuto, detenuto in regime di semilibertà, è stato ucciso da un commandi killer composto da due o tre persone abordo di un’autovettura che lo hanno crivellato di proiettili. Dodici i colpi di pistola calibro 9 esplosi dagli assassini che subito dopo hanno abbandonato l’auto e l’hanno bruciata.

Lo hanno sorpreso proprio davanti al cancello del carcere, dove stava rientrando intorno alle otto e mezzo di sabato sera. Mario Manfredi, 52enne di Isola Capo Rizzuto, detenuto in regime di semilibertà, è stato ucciso da un commandi killer composto da due o tre persone abordo di un’autovettura che lo hanno crivellato di proiettili. Dodici i colpi di pistola calibro 9 esplosi dagli assassini che subito dopo hanno abbandonato l’auto e l’hanno bruciata. Si tratta di un’Audi A4 che è stata rubata nel settembre scorso a Crotone.
Alla casa circondariale di Passovecchio Mario Manfredi stava finendo di scontare una pena detentiva inflittagli per concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento; era stato ritenuto colpevole, in particolare, di aver aiutato Guirino Iona all’epoca in cui il presunto boss di Belvedere Spinello era il latitante numero uno della provincia crotonese.
E tuttavia sembra molto improbabile che la matrice del delitto possa essere ricercata in quella vecchia vicenda. Piuttosto, secondo un’ipotesi investigativa, i killer potrebbero averlo punito per la sua contiguità al clan Nicoscia di Isola Capo Rizzuto che da alcuni anni ormai ha ingaggiato una lotta senza quartiere con la cosca dominante degli Arena.