Discarica di Scala Coeli: il demanio dice no all’ampliamento sulle aste fluviali

Le aste fluviali del Nicà non possono essere concesse per l’ampliamento della discarica di Scala Coeli. Il Demanio ha definitivamente rigettato le richieste di sdemanializzazione delle aste demaniali, presentate nel 2015 e nel 2016 dalla Bieco srl, la societàò che gestisce la discarica già realizzata nella valle del Nicà.

Lo fa sapere Legambiente in una nota congiunta del presidente nazionale Stefano Ciafani, della presidente regionale Anna Parretta ed del presidente del Circolo “Nicà” di Scala Coeli, Nicola Abruzzese nella quale esprimono “soddisfazione per la decisione dell’Agenzia del Demanio rispetto ad una vicenda – dicono – in cui si sono verificate una serie di situazioni poco chiare rispetto all’iter autorizzativo della discarica, con un decreto di autorizzazione dei lavori di ripristino, disposti dal commissario ad Acta, nonostante vi fosse una sospensiva del precedente decreto autorizzativo che si concluderà il 23 giugno prossimo davanti al TAR Calabria, in udienza pubblica”.

La decisione è importante proprio per la decisione definitiva del Tar Calabria sul ricorso all’ampliamento dell’impianto che avrebbe ingrandito di 12 volte la discarica esistente da 93mila metri cubi, autorizzata nel 2010 nonostante i tanti vincoli esistenti sul territorio (ad iniziare dalla presenza di coltivazioni doc e dop che caratterizzano la meravigliosa Bio-valle del Nicà):  un pezzo di terra incontaminata che il Dipartimento ambiente della Regione Calabria ha danneggiato. La discarica, peraltro, coinvolge il territorio crotonese essendo raggiungibile solo attraverso una strada di competenza della Provincia di Crotone (interdetta al traffico per le gravi condizioni strutturali) e che si trova ad appena 700 metri dal confine provinciale.

“Dopo i tanti ricorsi presentati al Tar dalla nostra associazione – concludono i rappresentanti di Legambiente – e le battaglie senza sosta portate avanti dal circolo locale e dai tanti cittadini, agricoltori, allevatori e giovani del territorio, ci auguriamo che si possa presto scrivere la parola fine su una questione assurda e lontana da quel cambio di rotta su cui invece deve puntare la Calabria. Per risolvere il problema dei rifiuti una volta per tutte bisogna porre fine alla logica delle discariche, che sono solo l’ultimo anello nella catena del trattamento. Le azioni su cui puntare sono la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti prodotti, il riuso, il riciclo. Insistiamo nella necessità di realizzare impianti di trattamento in ogni provincia, a partire dai digestori anaerobici con cui produrre biometano e compost di qualità”.