Discarica Scala Coeli, l’Agenzia del Demanio dice no alla Bieco

L’Agenzia del Demanio, Direzione regionale Calabria servizi territoriali della Provincia di Cosenza, ha rigettato le istanze di sdemanializzazione delle aste fluviali presentate dalla Bieco srl per la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Scala Coeli al fine di poter abbancare rifiuti per oltre un milione di metri cubi (nella foto del progetto di ampliamento in verde la discarica attuale) facendola diventare 12 volte più grande dell’attuale.

Una buona notizia, scrive Legambiente Calabria secondo la quale il diniego dell’Agenzia del Demanio segna un punto a favore per chi si sta schierando contro l’ampliamento dell’impianto di smaltimento rifiuti che si trova a soli 700 metri dal confine con la Provincia di Crotone ed a 5 km dai comuni crotonesi di Crucoli e Umbriatico.

Senza la sdemanializzazione delle aste fluviali, infatti, la Bieco non può ottemperare a quanto chiesto dalla Regione Calabria, Dipartimento 6 Infrastrutture – Lavori Pubblici – Mobilità che nella nota prot. 4612 del 07/01/2019 afferma che non è possibile l’utilizzo attraverso un titolo di concessione delle aste demaniali, comprese nell’area oggetto di ampliamento della discarica. Fra l’altro l’istituto della concessione potrebbe essere attivato solo nelle more dell’iter procedurale della pratica di sdemanializzazione. Diversamente e in merito alle aste demaniali, occupate dalla discarica esistente, si ribadisce, fra l’altro che l’occupazione sine titulo di aree demaniali costituisce ipotesi di occupazione abusiva.

“Pertanto – scrive Legambiente – anche alla luce di tale parere negativo, unito al mancato accertamento delle terre ad uso civico, alla mancata considerazione del vincolo paesaggistico e idrogeologico, alla mancata considerazione delle criticità della viabilità di accesso e alla difformità rispetto alla LUR, si spera che tutto ciò spinga il commissario a chiudere la cds con giudizio negativo. Inoltre si chiede che il commissario prenda decisioni senza riferirsi a possibili prescrizioni e che si avvalga dei Dipartimenti della Regione competenti in materia e che hanno già espresso il loro parere”.