Elezioni amministrative, a San Luca non si vota nemmeno questa volta

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CATANZARO (Agi) –  Dal 2015 nessuno ci vuole provare. Anzi, ci ha provato una sola lista, proprio tre anni fa, ma senza raggiungere l’obiettivo del quorum necessario. A San Luca (nella foto), centro dell’Aspromonte calabrese, non si voterà nemmeno questa volta. Sono tre anni che nessuna lista arriva sul tavolo del palazzo comunale prima della scadenza dei termini. Nel paese che ha dato i natali allo scrittore Corrado Alvaro, nessuno vuole candidarsi.

Purtroppo, alle spalle di questa decisione drastica, c’è anche l’ombra della ‘ndrangheta. Da quelle parti la faida ha seminato diversi morti ammazzati nella guerra tra le famiglie Pelle-Vottari e Nirta-Strangio. Ed allora, amministrare un Comune diventa un’utopia. Qualcuno in paese, e non sono pochi, preferisce rimanere con la commissione straordinaria che amministra la cittadina in provincia di Reggio Calabria. Anche perché, con il clima di questo paese, si rischia uno scioglimento (l’ennesimo) appena dopo le elezioni, visto che praticamente tutti o quasi hanno parentele o amicizie strette con persone dal cognome sospetto.

Lo scorso anno un primo scossone arrivò dall’ex giudice Romando De Grazia e dal sindacato indipendente di polizia Coisp con la proposta di candidatura a sindaco dell’allora segretario regionale del sindacato, Giuseppe Brugnano. Un percorso che, però, dovette fare i conti con le difficoltà oggettive per completare l’iter di presentazione di una lista. Pochi giorni fa è arrivata la proposta del massmediologo Klaus Davi, pronto a candidarsi al punto da chiedere una riapertura dei termini alla Prefettura.

Anche quest’anno, però, le urne resteranno chiuse nel centro di San Luca. Il 10 giugno sarà una domenica come tutte le altre ed i cittadini continueranno a vivere con a fianco i commissari straordinari, che da tre anni hanno praticamente trasferito il loro ufficio nel piccolo palazzo comunale.