Europee: nel crotonese ha votato meno del 40% degli elettori

voto domiciliare, elezioni europee, legge 46 7 maggio 2009, parlamento europeo

E’ stata ben al di sotto della media nazionale (che sfiora il 56%) l’affluenza al voto in Calabria. Nella regione è andato alle urne il 41,90% degli aventi diritto (nelle precedenti consultazioni era stato il 54,43%). La Calabria si piazza appena sopra la Sicilia (37,55%) e Sardegna (36,26%). La regione dove si è votato di più è l’Umbria (67,66%), Emilia romagna (67,31).

Andando ai dati particolareggiati, ancora peggiori sono quelli relativi alla Provincia di Crotone dove è andato al voto il 39,36% dei votanti (precedente 41,48%) appena prima di Vibo Valentia (37,98%) e Reggio Calabria (39,31%) mentre a Catanzaro e Cosenza si supera il 40%.

Secondo i dati forniti sul sito del Ministero dell’Interno, nella città capoluogo ha votato il 38,60% (il 2% in più rispetto a 5 anni fa) e si evidenziano i dati in negativo di Cirò Marina (26,03%) e di Isola Capo Rizzuto (27,26%) che sono i due centri più popolosi ed importanti del territorio. A pagare dazio qui è stata la politica che in questi territori – entrambi amministrati da commissioni prefettizie per lo scioglimento per mafia dei consigli – è assente ormai da anni. Territori lasciati al voto populista e sovranista visto che si annuncia anche qui la vittoria – impensabile qualche anno fa quando Salvini accusava i meridionali di essere fannulloni – della Lega. Certo un dato da prendere con le pinze considerato le basse percentuali di voto in questi comuni. La percentuale più bassa di votanti è stata a Cirò (23,66%)

Alte, invece, le percentuali di votanti nei comuni dove si eleggevano i nuovi sindaci: tutti oltre il 60% con punte dell’80% a San Mauro Marchesato, mentre a Castelsilano si arriva al 59,41%.