Fallimento Aeroporto, gli ex vertici: stentiamo a crederci

Alessandro Cuomo, Peppino Vallone e Gianluca Bruno
Alessandro Cuomo, Peppino Vallone e Gianluca Bruno

“Stento a crederci”. E’ il commento lapidario del vice presidente facente funzioni della società Aeroporto Sant’Anna spa, Gianluca Bruno, dopo la decisione del Tribunale di Crotone di ritenere inammissibile la domanda di concordato preventivo e la contestuale sentenza di fallimento del gestore aeroportuale emessa mercoledì 15 aprile.

Insieme al sindaco di Isola, Bruno, anche gli altri ex consiglieri di amministrazione della società, il sindaco-presidente della Provincia Peppino Vallone e l’imprenditore Alessandro Cuomo (in rappresentanza di Confindustria), hanno incontrato la stampa questa mattina nella sala Giunta del palazzo dell’ente intermedio per commentare la sentenza del Tribunale e spiegare quali azioni intendono ora promuovere per cercare di salvare il salvabile e garantire la continuità dei voli.

“Non era nemmeno immaginabile un provvedimento del genere – ha affermato il sindaco-presidente Vallone – Il Tribunale torna indietro di sei mesi e dichiara inammissibile la domanda di concordato. Quindi, in questi mesi a che cosa sono servite le integrazioni che sono state chieste alla società sul piano concordatario? La mia è una critica violenta, perché quella del Tribunale è una mazzata che vanifica tutti gli sforzi fatti dagli enti pubblici, ma anche da alcuni imprenditori privati per tenere aperto l’aeroporto”.

“La sentenza di fallimento mette in discussione tutto il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo per l’economia del territorio”, è stato il commento dell’ex consigliere di amministrazione Cuomo.

Se Bruno si è appellato ancora ai sindaci chiedendo di non far mancara sostegno suturo all’aeroporto e Vallone lo ha esteso agli imprenditori del settore turistico, Cuomo ha assicurato il sostegno di Confindustria ad altre eventuali iniziative per tentare di non far interrompere i voli. L’attesa, infatti, è tutta concentrata adesso di nuovo sul Tribunale che già in queste ore si deve pronunciare sulla richiesta avanzata ieri sera dal curatore fallimentare nominato, e cioé di concedere alla società di gestione dello scalo l’esercizio provvisorio. E in seconda battuta che anche l’Enac autorizzi la curatela fallimentare a tenere ancora aperto l’aeroporto con una concessione provvisoria. Solo così ci potrà essere la continuità dei voli operati dalla compagnia Ryanair (dalla quale non è stato diffuso ancora alcun commento), che, si ricorda, in meno di sette mesi ha raggiunto il traguardo di centomila passeggeri trasportati sulle tre rotte Pisa, Roma Ciampino e Bergamo.

Ottenuta la possibilità di tenere aperto l’aeroporto e garantire la prosecuzione dei voli, il passo successivo sarà quello di mettere a disposizione della curatela fallimentare le risorse finanziarie necessarie a continuare l’attività, poiché in cassa attualmente ci sarebbero soltanto 50-70 mila euro. Dovrebbero intervenire gli enti locali ed i privati, ma sulle modalità ed i tempi c’è un grosso punto interrogativo.