Festa di San Dionigi, monsignor Panzetta: “Speranza, coraggio e futuro le parole d’ordine che ci consegna”

Una folla numerosa, ma composta e distanziata nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Le celebrazioni per la festa di San Dionigi, patrono di Crotone, hanno chiamato in piazza Duomo centinaia di fedeli, tutti rigorosamente con mascherina, presenti al momento della tradizionale benedizione dei trattori parcheggiati all’esterno della Basilica Cattedrale. Subito dopo, all’interno, si è svolta la funzione religiosa officiata da monsignor Angelo Panzetta. Una cerimonia sentita e partecipata, e che ha visto in prima fila, tra gli altri, il neosindaco di Crotone Vincenzo Voce, alla prima uscita ufficiale da primo cittadino. Anche a lui si è rivolto il presule nel corso dell’omelia, quando ha parlato di attesa e speranza di una comunità che ha manifestato una forte voglia di cambiamento. “Dico a lei quello che hanno rivolto a me quando ho iniziato il percorso da arcivescovo”. Monsignor Panzetta ha elencato le tre C che dovranno accompagnare il percorso del Sindaco: competenza, coerenza e compassione.: “Prendo in prestito le parole udite nel corso della campagna elettorale, quando si auspicava uno tsunami di speranza. Ecco, questa città ferita ha bisogna di una sterzata e un profondo rinnovamento. E la comunità sente forte queste desiderio. Che i buoni propositi delle persone che sono state scelte diventino realtà, e la protezione di San Dionigi accompagni questo sforzo così importante. Sia per la nostra città questo un tempo di rinascita e uno tsunami di speranza. La speranza sia la parole d’ordine che San Dionigi consegna oggi a tutta la comunità di Crotone. La speranza è una virtù importante, è la passione per il possibile, la passione per il futuro. E allora coraggio, incamminiamoci nei confronti di questo futuro, e come San Dionigi crediamo fermamente che nella resurrezione di Gesù ci sia una luce per il presente nella direzione del futuro. Io sono certo che la sua protezione ci aiuterà a realizzare questi compiti così importanti”.

Sul sagrato della Basilica, subito dopo la fine della cerimonia religiosa, i volontari hanno distribuito il grano, simbolo di fertilità e produttività e che rappresenta uno dei momenti più significativi della giornata dedicata al Santo Patrono della città.