Capo Rizzuto, l’abbraccio dei cittadini per tenere in piedi la torre vecchia

ISOLA CAPO RIZZUTO – Un abbraccio alla torre vecchia per tenerla virtualmente in piedi. C’erano un centinaio di persone domenica mattina al flash mob organizzato dal Comitato cittadino Capo Rizzuto per ribadire la necessità di interventi di salvaguardia della torre simbolo della località turistica. Un monumento messo a repentaglio dall’erosione costiera che sta facendo franare lentamente il promontorio sul quale sorge. La torre fa parte del sistema di avvistamenti contro i turchi. La torre, secondo l’Atlante dei beni culturali della Calabria, fu fatta edificare da Carlo III nel 1380.

La vicenda

Oltre 600 anni dopo il bene architettonico è in pericolo e rischia di precipitare in mare considerato l’avanzamento della erosione. Per questo, nelle scorse settimane il Comitato cittadino Capo Rizzuto ha avviato una raccolta firme  per chiedere di realizzare immediatamente il progetto già finanziato ed appaltato nel 2015 dalla Regione Calabria per la salvaguardia del promontorio: si trattava di una barriera in mare soffolta. Un progetto che si era arenato in conferenza dei servizi per via dell’opposizione dell’Area marina protetta secondo la quale la posa di scogliere era troppo invasiva per l’ecosistema del parco marino.

Il flash mob

La situazione si è sbloccata di recente, ma dell’avvio di lavori (previsto a febbraio scorso) ancora nessuna traccia perché c’è stato bisogno di una rivisitazione del progetto per evitare che penalizzasse troppo la riserva marina. Perciò il comitato ha deciso di attivare una serie di iniziative tra cui il flash mob svolto nel giorno della festa della Repubblica. Le persone presenti hanno virtualmente sostenuto la torre (non è stato possibile abbracciarla con un girotondo in quanto una parte del  promontorio è così pericolante che ne è vietato l’accesso al pubblico).

La senatrice Corrado

Alla manifestazione ha partecipato anche la senatrice Margherita Corrado che, ribadendo la sua disponibilità sulla vicenda, ha spiegato i motivi del blocco dell’avvio dei lavori di tutela del monumento e del promontorio causati sempre dall’eccessiva alterazione dell’ambiente per salvaguardare la torre: “Il ministero dei beni culturali sta cercando di trovare una soluzione insieme alla Regione Calabria una soluzione che possa salvare capre e cavoli salvaguardando il promontorio evitando di alterare l’ambiente”. Presenti anche diverse associazioni del territorio.