CROTONE – Una serata di forte partecipazione civile e culturale quella vissuta a Crotone grazie a “Natale sotto l’Albero”, l’evento benefico che l’11 dicembre 2025 ha animato il Teatro Apollo, trasformandolo in un luogo di condivisione, riflessione e solidarietà. L’iniziativa, promossa dalla Camera Minorile di Crotone presieduta dall’avvocata Francesca Parise e dalla Camera dei Giuslavoristi guidata dall’avvocata Pina Scigliano, ha registrato un’ampia presenza di pubblico, confermando la capacità della città di rispondere quando arte e impegno sociale si incontrano.
L’obiettivo centrale della serata è stato il sostegno alla Fondazione Ariel, impegnata nell’avvio in Calabria di un percorso di musicoterapia gratuita per bambini con patologie neuromotorie, tra cui la paralisi cerebrale infantile.
Un progetto innovativo che guarda alle famiglie e alla qualità della vita dei più piccoli, integrando la terapia tradizionale con il potere del suono e offrendo un contributo concreto anche alla riduzione della migrazione sanitaria. A sottolinearne il valore scientifico è stato il professor Nicola Portinaro, direttore scientifico della Fondazione Ariel e chirurgo ortopedico pediatrico, che ha illustrato l’efficacia di un approccio multidisciplinare capace di incidere sul benessere complessivo dei bambini. Grazie all’iniziativa di Crotone è stato possibile donare alla fondazione la somma di oltre 12 mila euro.
La serata è stata condotta dall’avvocato Francesco Mazza del Foro di Crotone, che ha accompagnato il pubblico in un percorso ricco di emozioni. Protagonista assoluta la musica, con l’Orchestra Rosmini-Giovanni XXIII diretta dal professor Franco Pignataro, capace di spaziare dalla colonna sonora de Il Trono di Spade di Ramin Djawadi all’energia di I Will Follow Him da Sister Act, fino alla toccante Preghiera delle Madri in ebraico, interpretata da Camilla Mari. Un repertorio che ha ricordato come la musica possa diventare linguaggio di cura e inclusione.
A dare ulteriore profondità all’evento è stata la presenza della madrina Roberta Spinelli, giornalista di Rai 1, nota per l’inchiesta sui gemelli di Cutro, che ha riportato alla luce una vicenda rimasta per decenni nel silenzio, aprendo anche un fascicolo in Procura. Il suo intervento ha offerto uno spunto di riflessione sul valore della verità e del giornalismo d’inchiesta come strumenti di giustizia sociale.