Galardo lascia il calcio: ho la maglia del Crotone cucita addosso

Domenica 9 agosto sarà la sua ultima gara con la maglia della sua città. Con Del Piero e Totti restava solo lui, Antonio Galardo, a rappresentare la bandiera di una squadra nel calcio professionistico. Lui che con il Crotone ha iniziato dai dilettanti e poi lo ha portato a quattro promozioni. Lui, il capitano Antonio Galardo che ha giocato 395 gare con la maglia della squadra della sua città. Lui che domenica 9 agosto, in occasione della partita tra Crotone e Faralpi Salò valida per la Coppa Italia, giocherà la sua ultima gara all’Ezio Scida. Lui, il Capitano, che ha voluto scrivere una lettera ai tifosi per ringraziarli di questi splendidi anni trascorsi insieme nei campi di calcio di tutta Italia.

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Cari tifosi, il giorno è arrivato, quel giorno che ho allontanato per tanto tempo con il mio lavoro ed il mio impegno, arrivando a giocare fino a quasi 39 anni in un campionato difficile, lungo e duro come la Serie B. Il 9 agosto per l’ultima volta indosserò la mia seconda pelle, la maglia rossoblu. È stata una scelta difficile e anche dolorosa. Non è facile, infatti, fermarsi dopo aver respirato il profumo dell’erba bagnata per oltre vent’anni, e avendo indossato per tantissimi anni la maglia della mia città, quella per cui ti batte il cuore fin da quando sei piccolo. Ho lottato su ogni campo, ho sudato, faticato, pianto e gioito, quasi sempre c on la maglia del Crotone cucita addosso. Sono stato fortunato, ma la fortuna l’ho aiutata con il mio impegno, la mia professionalità e la mia serietà, doti che mi hanno galardo3trasmesso prima i miei genitori, poi il mio mentore Pino Faga, infine, le ho ritrovate nella società del Crotone calcio. Doti che non mi abbandoneranno mai, nemmeno quando dal 10 agosto avrò un ruolo diverso da quello del calciatore. Torno a ripeterlo, è difficile, molto difficile pensare che non sarò più in ritiro il venerdì pomeriggio, che non respirerò la tensione della partita, che non sentirò gli applausi del mio pubblico all’uscita del sottopassaggio. Allo stesso tempo, però, sono felice di iniziare una nuova avventura, di poter offrire il mio bagaglio tecnico e di esperienza ai più giovani, e sempre nel nome del Fc Crotone calcio.

Ora è il momento dei ringraziamenti che sono davvero tanti e ho paura di dimenticare qualcuno. Il primo grazie è per la famiglia, per mia moglie e i bambini ai quali non ho mai fatto mancare la mia vicinanza, nemmeno quando si partiva per i lunghi ritiri. Grazie ai presidentissimi Raffaele e Gianni Vrenna, che hanno creduto in me dal primo momento e non hanno mai smesso di farlo. Grazie a Salvatore Gualtieri, a Raffaele Marino, a Peppe Ursino e a tutti i dirigenti del Crotone. Grazie a tutti gli allenatori che ho avuto, fa ognuno di loro ho imparato qualcosa. Grazie ai medici, massaggiatori, terapisti, ai magazzinieri, ai dipendenti, a Emanuele Roberto, ad Anselmo Iovine che sono anche amici veri e sinceri. Grazie a tutti i compagni di squadra che in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere. Sono fiero di aver potuto raccontare la mia storia di uomo e calciatore grazie al giornalista Bruno Palermo che, non senza difficoltà, ha raccolto storie e notizie e scritto il libro “Esce Galardo entra nessuno”. Grazie a tutti i tifosi. A quelli che a Crotone hanno sofferto, saltato a cantato con me e gridato il mio nome. Quelli che mi hanno sempre sostenuto. Grazie alle migliaia di tifosi che in questi anni ho incontrato in giro per l’Italia, sempre orgogliosi e fieri di essere crotonesi e di farlo vedere al mondo intero. Grazie ai giornalisti di Crotone che hanno sempre avuto un occhio di riguardo nei miei confronti. Grazie a tutti quelli che in qualche modo hanno contato qualcosa nella mia carriera calcistica. Grazie. Grazie. Grazie, mille volte grazie e sempre, eternamente forza Crotone.

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Antonio Galardo #ag4