I ‘fischi stonati’ di Marinelli: i tre episodi che hanno condannato il Crotone

Un senso di ingiustizia. E di profonda amarezza mista a rabbia. Quella che si respira in casa rossoblu dopo la sconfitta di Verona contro il Chievo, figlia soprattutto di tre episodi arbitrali piuttosto discutibili e pesanti nel computo globale della partita del Crotone, che si sente pesantemente danneggiato per quelle decisioni assunte da Marinelli della sezione di Tivoli. Il rosso a Zanellato e il rigore concesso a Giaccherini che ha spianato la strada alla rimonta dei veneti sono errori pesanti nell’economia della partita, oltre ad un sospetto mani in area del Chievo nei minuti di recupero.

Tanto che Stroppa fa fatica a parlare di calcio: “qui non è questione di Var, è una cattiva gestione di una partita che scorreva via tranquilla. Zanellato entra nettamente in anticipo e sulla palla, sul rigore c’è invece una netta trattenuta di Giaccherini su Spolli. Non so cosa abbia visto l’arbitro in entrambi i casi.  E viene difficile commentare il resto, dispiace perché stavamo controllando bene la partita”. Una disamina amara dell’allenatore, che ha visto sgretolarsi il progetto  vincente per tre decisioni errate di un arbitro particolarmente sfortunato con i rossoblu.

La prima arriva al decimo del secondo tempo. Zanellato, fresco di cartellino giallo, entra in anticipo sull’avversario e allunga la sfera, ma per Marinelli è fallo con conseguente secondo giallo. Incredulo il centrocampista, che lascia il campo ribadendo al direttore di gara la propria estraneità al fallo. E le immagini gli daranno ragione.

La seconda arriva al minuto 70 quando Spolli e Giaccherini si contendono la palla, con il difensore rossoblu che viene strattonato sotto gli occhi di Marinelli che lascia correre, la palla danza sulla linea ma non esce e Spolli perde l’equilibrio nel tentativo di proteggerla sgambettando poi Giaccherini. Le immagini, però, mostrano le gambe del difensore al di là della linea e quindi il contatto, viziato dal fallo iniziale del giocatore clivense, sarebbe avvenuto fuori dall’area.

Il terzo, passato in cavalleria ma sottolineato dallo stesso Stroppa nel dopo partita, si materializza in pieno recupero: Cordaz lancia la palla in mezzo all’area, Simy la contende a Cesar che nel tentativo di racimolare un fallo urta sull’attaccante nigeriano colpendo la sfera con il braccio. L’arbitro concede la punizione al Chievo, ma nell’azione Simy non commette alcuna irregolarità, tant’è che accoglie la decisione con un sorriso sarcastico.