I gioielli di Gerardo Sacco in mostra all’istituto arabo di Parigi

I gioielli di Gerardo Sacco in mostra al prestigioso Istituto del mondo Arabo di Parigi fino al mese di settembre. Si tratta dei pezzi unici realizzati per il film “Looking for Oum Kulthum”, interpretato da Yasmine Raeis nel 2018. È la storia di Oum Kulthum, cantante egiziana, considerata la Maria Callas del mondo arabo e di una regista iraniana che ha una vera e propria ossessione per l’artista. Un cult, costruito attorno ad un’icona che, attraverso questo film, ha preso vita anche in Occidente. La diva, nel film, indossava gioielli realizzati in un’altra terra di grande cultura e tradizione, quella dell’orafo Gerardo Sacco che si è dovuto calare in una realtà completamente nuova per rendere omaggio al talento di Oum Kulthum. “Ero presente alle riprese del film, realizzato tra Casablanca e Marrakech – ricorda l’orafo – giorni davvero incredibili, in cui respirava l’atmosfera di quell’artista incredibile, capace di ammaliare un popolo intero”.

La mostra nasce nel contesto di un ricco programma culturale, in cui il posto d’onore è occupato dalle donne, evidenziandone i ruoli nelle attuali società arabe attraverso concerti, conferenze, proiezioni di film ed eventi eccezionali. L’esposizione dipinge ritratti epici e sorprendenti di dive del “secolo d’oro” della canzone e del cinema arabo, attraverso un viaggio riccamente nutrito di fotografie d’epoca, spesso inedite, di estratti da film o concerti leggendari, locandine cinematografiche con grafiche, magnifici abiti di scena, oggetti personali e interviste rare. Un omaggio a quelle che vengono considerate delle “Icone senza tempo, donne potenti, simboli adorati nelle società arabe del dopoguerra, queste dive dalle carriere eccezionali sono richieste dal Cairo a Beirut, dal Maghreb a Parigi, incarnando un periodo di effervescenza artistica e intellettuale, una nuova immagine della donna, ma anche come il rinnovamento politico nazionale che si è espresso dall’inizio degli anni ’20, in particolare in Egitto, fino agli anni ’70”.