I sindacati: società del comune di Torino non rispetta clausola sociale per 22 lavoratori crotonesi

CROTONE – Una azienda a partecipazione pubblica che vara un bando di gara senza inserire il rispetto della clausola sociale. E’ uno scontro in punta di diritto quello tra i sindacati calabresi e l’azienda One-Os, società di Torino che si è aggiudicata l’appalto – prima gestito dalal Abramo customer care a Crotone – dei servizi di contact center per la Soris, Società di Riscossione partecipata dal Comune di Torino. Nelle scorse settimane i sindacati avevano chiesto il rispetto della clausola sociale che obbliga le aziende che vincono gli appalti ad assumere i dipendenti dell’azienda ai quali l’appalto era affidato precedentemente. In particolare, in questo caso, ci sono 22 persone di Crotone che sono rischiano di restare senza lavoro.

La One-Os, fanno sapere le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, “ha risposto alla nostra richiesta di incontro, invitandoci a prendere appuntamento presso la loro sede, e tenendoci al contempo a precisare che in ogni caso non è tenuta al rispetto della clausola sociale, in quanto specificatamente il bando di gara prevedeva che l’attività doveva essere svolta sul territorio torinese”.
Una risposta che per i sindacati “oltre a manifestare profili di antisindacalità, renderebbe evidente che in Italia una azienda a partecipazione pubblica indice tranquillamente bandi di gara in totale violazione delle norme vigenti dello Stato”.
Per questo motivo le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil della Calabria hanno scritto al Ministero del Lavoro, alla Regione Calabria, alla Prefettura di Crotone, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Crotone, al Sindaco del Comune di Torino, la pentastellata Chiara Appendino, oltre che alle aziende coinvolte dal cambio di appalto sottolineando punto per punto sia le contraddizioni che emergono sia il “tentativo di eludere la normativa sulla clausola sociale”.
Slc, Fistel e Uilcom della Calabria, ribadendo che “competerà agli enti preposti giudicare sulla correttezza dell’operato”, hanno chiesto con forza l’intervento delle istituzioni per garantire la continuità occupazionale per 22 lavoratori calabresi.
“Il territorio di Crotone ha già pagato un pesante tributo alle politiche scellerate di grandi committenti nazionali privati – scrivono le organizzazioni sindacali -, sarebbe paradossale dover vivere un ulteriore dramma occupazionale a causa di un azienda a partecipazione pubblica. Chiediamo pertanto alle istituzioni locali, alla deputazione parlamentare calabrese, di sostenere le ragioni delle nostre rivendicazioni al fine di salvaguardare la continuità occupazionale di 22 tra lavoratrici e lavoratori calabresi”.