Il ‘gioco dell’oca’ per far capire ai più piccoli come comportarsi contro il virus, tra gli ideatori una crotonese

C’è anche una studentessa di Crotone, Paola Mazzarone, dietro l’idea del gioco dell’oca in quarantena, uno strumento educativo per insegnare, attraverso il gioco e il divertimento, concetti e comportamenti altrimenti di difficile comprensione per i più piccoli. E’ con questo scopo che è nato il gioco dell'”oca in quarantena” che è diventato ora il gioco dell'”oca in fase 2″ (scarica il tabellone). Si tratta di una rivisitazione del tradizionale “Gioco dell’oca”, per insegnare ai più piccoli i comportanti da tenere in vista della prossima “riapertura totale”, prevista per il 3 giugno, dopo le restrizioni imposte dal coronavirus.

Lanciando un dado, si salta di casella in casella, ciascuna che insegna ai più piccoli, assistiti dagli adulti, le regole previste per il dopo lockdown. Se si finisce nella casella “assembramento con amici” si torna indietro di due posizioni; se “hai portato la spesa agli anziani che ti vivono accanto” si raddoppia il tiro. Vince chi arriva primo al traguardo della casella numero 60 dove il virus è finalmente sconfitto. “Abbiamo pensato – dice Paola Mazzarone, “portavoce” delle tre studentesse – ad uno strumento educativo per insegnare, attraverso il gioco e il divertimento, concetti e comportamenti altrimenti di difficile comprensione per i più piccoli. Perché è proprio rispettando le regole – tutti, grandi e piccoli – che si eviterà di mettere a repentaglio la vita propria e quella degli altri e si scongiurerà il ritorno alle misure più drastiche” (scarica il tabellone).

Su il Crotonese in edicola venerdì 5 giugno l’articolo completo con l’intervista a Paola Mazzarone