Impianti sportivi, il commissario: le tariffe sono da dividere tra le società, Akrea non si è spiegata bene

CROTONE – Quelle tariffe non sono per singola società, ma vanno divise tra le società che utilizzano le strutture sportive nella stessa fascia oraria: Akrea ha sbagliato a non spiegarlo chiaramente. Per le tariffe d’oro degli impianti sportivi che ha approvato con tanto di delibera, il commissario straordinario Costantino scarica le colpe su Akrea colpevole di non aver spiegato chiaramente nel bando come funzionava l’assegnazione degli spazi negli impianti sportivi.

Il commissario se la prende anche con i vertici regionali dello sport, come il presidente del Coni, Maurizio Condipodereo, gli stessi che aveva utilizzato per garantirsi una giustificazione da parte delle istituzioni sportive nelle sue decisioni sull’impintistica: “Trovo pretestuose, gratuite, inaccettabili ed anche lesive della mia persona – scrive l’ex prefetto – le dichiarazioni che sono uscite in queste ore espresse anche dai massimi livelli sportivi provinciali e regionali rispetto alle tariffe applicate per l’utilizzo degli impianti sportivi cittadini, PalaMilone, PalaKro e Settore B, così come vengono riportate dalla stampa e dai media. Dichiarazioni esternate, sembra, senza avere l’assoluta contezza di quanto chiaramente indicato nel provvedimento amministrativo adottato al riguardo, che si propone non la fine ma la “salvezza” dello sport nella città di Crotone nel nome della legalità, delle regole, della massima diffusione e partecipazione da parte della comunità. Chi parla oggi ha forse dimenticato quanto avvenuto nel recente passato sulla gestione dell’impiantistica sportiva. Memoria corta rispetto a questo, visione ridotta per quanto riguarda il provvedimento specifico”.

Il commissario, che non meno di due mesi fa aveva detto che Akrea non aveva le capacità strutturali per gestire gli impianti sportivi salvo poi assegnarli modificando statuti e regolamenti, se la prende proprio con la partecipata  che ha proposto le tariffe che lei ha poi approvato: “L’amministrazione ha chiaramente stabilito per l’utilizzo degli impianti una tariffa oraria che costituisce la somma di tutti i costi della singola struttura, comprensiva di utenze, guardiania, manutenzione, come riportati dal prospetto economico presentato dalla società in house e approvato dal Comune. La tariffa oraria viene ripartita tra tutte le associazioni sportive vincitrici del bando, che utilizzano nella medesima fascia oraria l’impianto sportivo. L’indirizzo dato ad Akrea in questo senso è stato chiaro. Akrea avrebbe dovuto definire con più chiarezza nel bando che più società possono usufruire contestualmente dell’utilizzo delle strutture e che pertanto il costo orario deve essere suddiviso tra le stesse società utilizzatrici dell’impianto nella stessa fascia oraria”.

Un’arrampicata sugli specchi quella del Commissario per non chiedere scusa dell’errore commesso. Perché l’ex prefetto Costantino dovrebbe spiegare anche come faranno “le società utilizzatrici dell’impianto nella stessa fascia oraria” a dividersi oltre le somme esose anche gli spazi per gli allenamenti sullo stesso campo in contemporanea. Ma questo magari sarà contenuto nel suo prossimo messaggio. Per ora al commissario interessa scaricare le colpe su Akrea. Alla società in house, infatti, il Commissario rimprovera: “La trasparenza della Pubblica Amministrazione massimamente nell’offerta di servizi deve essere chiara ed univoca, onde evitare possibili rischi di false rappresentazioni che possano portare alla mancata aggiudicazione della gara”.

Concludendo il commissario Costantino torna ad accusare le società dilettantistiche che hanno gestito gli impianti fino al suo avvento, di aver causato danni al Comune: “Ripeto, trovo gratuito e inaccettabile una speculazione che non è solo frutto di questi giorni, ma si è protratta da troppo tempo, che non tiene conto non solo di quanto fatto nel nome della legalità e dell’interesse collettivo ma che, per moltissimo tempo, l’amministrazione è stata gravata anche dell’onere di spese delle utenze e dei costi complessivi di molti impianti sportivi, con notevoli danni patrimoniali per l’Ente locale, che si sono riversati sui cittadini”.