Incendiato autocarro, a Roccabernarda torna la paura ma i carabinieri hanno già una pista.

ROCCABERNARDA – C’è già una pista investigativa che i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro stanno seguendo riguardo l’incendio appiccato ad un autocarro di proprietà di un agricoltore incensurato di Roccabernarda. Il fatto è accaduto nella notte tra venerdì e sabato quando, in modo doloso, è stato appiccato il fuoco al mezzo. Un atto che ha fatto ripiombare Roccabernarda nel timore di una ripresa delle intimidazioni che si erano fermate dopo l’operazione Trigarium dei carabinieri con la quale erano state svelate le attività criminali della cosca emergente guidata da Santo Bagnato.

I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, guidati dal capitano Giuseppe Del Sole, hanno già individuato degli spunti investigativi interessati e stanno seguendo una pista concreta per assicurare alla giustizia l’autore dell’incendio. E’ quello che auspica anche il sindaco di Roccabernarda, Nicola Bilotta: “Sembrava che questi eventi, a Roccabernarda fossero un brutto ricordo; invece eccoci qui di nuovo a commentare l’attività mafiosa di alcuni personaggi pronti a destabilizzare la tranquillità di un’intera cittadina che aveva trovato il normale equilibrio dopo tanti anni di incertezze. Siamo certi che le forze dell’ordine sapranno individuare subito gli autori dell’intimidazione ed evitare che la violenza riprenda piede. Tutta l’Amministrazione è vicina al nostro Concittadino ed alla sua famiglia. Li dovrà rassicurare il lavoro che, sicuramente, le autorità preposte faranno”.

A Roccabernarda era da più di un anno che non si registravano intimidazioni ai danni di cittadini e proprietari terrieri e quella di venerdì notte è avvenuta alla vigilia dell’inaugurazione della villa comunale intitolata ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che avverrà proprio in occasione del 23 maggio, giorno nel quale si ricorda la strage di Capaci nel quale fu ucciso Falcone. Per questo è stato realizzato un murales con l’immagine dei due magistrati che campeggia sulla scritta “questo paese ripudia la mafia”.