Indebita percezione dei buoni spesa, il sindaco di Scandale: nessun errore, procedura secondo legge

SCANDALE – Non c’è stato alcun errore da parte del Comune e nessuna erogazione indebita ai danni dello Stato”. Lo sostiene il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, a proposito della notizia diffusa mercoledì 3 giugno dall’Arma dei carabinieri di 14 denunce per altrettanti cittadini di Scandale che avrebbero percepito in modo illegittimo i buoni spesa per le famiglie in difficoltà durante l’emergenza coronavirus in quanto già beneficiari di reddito di cittadinanza.

Barberio appresa la notizia ha scritto al comandante della locale Stazione dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Crotone spiegando come l’ufficio comunale abbia verificato la reale situazione dei beneficiari dei buoni spesa a prescindere da quanto dichiarato. “Ciò è stato fatto per tutte le 224 domande presentate – sostiene Barberio che sottolinea: “Tra l’altro, come disposto dalla Protezione Civile con ordinanza numero 658/2020 e dal decreto sindacale 6/2020, l’essere precettori di reddito di cittadinanza non era condizione di esclusione per accedere ai buoni spesa”.

Il primo cittadino di Scandale rivela che aveva già risposto alle richieste dei carabinieri locali “chiarendo in maniera esaustiva che non vi era stata nessuna erogazione indebita non fosse altro che le 14 famiglie si sono suddivise buoni spesi per un totale di 1.540 euro, con buoni per ogni famiglia che vanno 60 a 140 euro, per una media di circa 110 euro a famiglia”.

Il Sindaco, nella nota inviata alla Procura della Repubblica, auspica di aver dato un contributo a far emergere la verità dei fatti e si dichiara disponibile a ulteriori chiarimenti.