Inseguimento sull’A3, la Mobile arresta Nicoscia

Sono rimasti appostati per un giorno e una notte nei pressi di un autogrill a Frascineto, sull’autostrada Salerno Reggio Calabria, i segugi della squadra Mobile; sapevano che da un momento all’altro da quel tratto di strada sarebbe transitata l’autovettura che riportava a casa Salvatore Nicoscia (nella foto accanto al titolo), 35 anni, pregiudicato di Isola Capo Rizzuto, irreperibile dai primi giorni di dicembre del 2006.

Sono rimasti appostati per un giorno e una notte nei pressi di un autogrill a Frascineto, sull’autostrada Salerno Reggio Calabria, i segugi della squadra Mobile; sapevano che da un momento all’altro da quel tratto di strada sarebbe transitata l’autovettura che riportava a casa Salvatore Nicoscia (nella foto accanto al titolo), 35 anni, pregiudicato di Isola Capo Rizzuto, irreperibile dai primi giorni di dicembre del 2006. Altre pattuglie su autocivetta della Polizia di Stato erano mimetizzate, pronte ad intervenire, ad ogni svincolo dell’A3 tra Sibari e Cosenza.
E’ lo stesso dirigente della squadra Mobile della Questura di Crotone, Angelo Morabito, che il giorno seguente rivela ai giornalisti i dettagli del blitz che il 6 aprile scorso, venerdì santo, ha portato alla cattura di Salvatore Nicoscia, scomparso nel nulla dallo scorso mese di dicembre, quando si è sottratto agli obblighi derivanti dalla misura della sorveglianza speciale ai quali era sottoposto; in questo lasso di tempo, peraltro, nei confronti di Nicoscia è diventata definitiva la sentenza di condanna emessa nell’ambito del maxi processo alle cosche di Isola Capo Rizzuto e Cutro denominato Scacco Matto, per cui l’uomo doveva in ogni caso tornare dietro le sbarre. Morabito, che insieme al suo vice Cataldo Pignataro ha preso parte personalmente all’operazione, ha ricostruito quei momenti di altissima tensione nel corso di una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il dirigente della sezione criminalità organizzata della squadra Mobile di Catanzaro Saverio Mercurio.
Poco dopo mezzogiorno di venerdì, dunque, la Suzuki Swift sulla quale viaggiava Nicoscia in compagnia di un altro uomo, un familiare, trentenne, del quale non è stato reso noto il nome e nei cui confronti per ora non sono stati adottati provvedimenti, effettivamente è transitata sulla corsia sud dell’A3. Le auto della Mobile, una Bravo e una Stilo, si sono messe subito all’inseguimento della Suzuki di Nicoscia che alla vista dei polizia ha ulteriormente aumentato l’andatura. I momenti di maggiore tensione sono stati vissuti quando la Suzuki, lanciata a 180-200 chilometri orari, ha provato a sorpassare un camion per poi imboccare uno svincolo; una delle auto della Mobile gli ha sbarrato la strada costringendo i fuggitivi ad accostare. In quel momento sono sopraggiunte le altre pattuglie e sulla strada sono comparsi uomini armati dappertutto, lasciando di stucco gli automobilisti di passaggio convinti di assistere alla scena di un film. I due uomini fermati non erano armati e non hanno opposto resistenza alcuna; Nicoscia era in possesso di una carta d’identità falsa, di 5 telefonini e 15 schede telefoniche.