‘Krotone da Vivere’, Capocasale spinge Piuma nelle braccia del sen. Aiello

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CROTONE – Antonio Argentieri Piuma è entrato ufficialmente a fare parte di Krotone da Vivere, il movimento politico che fa capo al senatore calabrese Piero Aiello e che ha la sua sponda locale nell’ex assessore comunale e provinciale di Crotone, Giovanni Capocasale. Lo ha reso noto quest’ultimo al termine del comitato provinciale del nuovo soggetto politico riunito alla presenza del coordinatore Capocasale, dell’avvocato Amedeo Migale, del consigliere comunale Massimiliano Bianchi e del consigliere comunale, già candidato a sindaco di Crotone, Antonio Argentieri Piuma.

“Nel corso della riunione si è preso atto con grande soddisfazione della volontà di quest’ultimo di prendere parte ufficialmente al movimento politico Krotone da Vivere” informa Capocasale. “Si è ritenuto dunque di darne notizia al senatore Aiello, fondatore del movimento a livello regionale, e di organizzare apposita conferenza stampa di presentazione con il consigliere onorevole Baldo Esposito, vice presidente della commissione regionale Sanità, e con il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro Marco Polimeni.

“Il mio percorso politico nelle istituzioni, da imprenditore prestato alla politica, continua con lo stesso impegno e la stessa coerenza all’interno dell’alveo del centrodestra e al fianco di amici che hanno dimostrato di essere anzitutto persone perbene e di comprovata capacità politica, e che hanno immediatamente condiviso con me la mia scelta di candidato a sindaco per la città di Crotone” dichiara Argentieri Piuma. “Da allora con tutto il gruppo è stato un continuo scambio di idee e progetti per meglio dare risposte ai crotonesei ma anche calabresi”-.

Sulla sua improvvisa fuga da Forza Italia, dopo un lungo sodalizio con Sergio Torromino, coordinatore provinciale del partito berlusconiano, consumato tra i banchi dell’aula consiliare del Comune di Crotone, Argentieri Piuma spiega: “Il mio abbandono del gruppo consiliare di Forza Italia e la successiva adesione al gruppo misto non sono altro che una presa d’atto della reiterata assenza di condizioni politiche sul territorio oltre che della assoluta mancanza di progettualità e di momenti di inclusione dello stesso partito a livello provinciale e regionale”.