Dad il male minore per contemperare diritto allo studio e diritto alla salute

CROTONE – Il Tar Calabria riapre le scuole primaria e secondaria di 1° grado. Questa volta accogliendo due diversi ricorsi contro l’ordinanza n. 1 del 5 gennaio scorso del governatore della Calabria facente funzioni Nino Spirlì, che ha sospeso le attività didattiche in presenza su tutto il territorio regionale fino al 15 gennaio per le scuole primaria e secondaria di 1° grado e al 31 gennaio per la secondaria di 2° grado. A dicembre scorso, invece, lo stesso Tar accoglieva il ricorso di un gruppo di genitori crotonesi, ma questa volta contro l’ordinanza del sindaco Vincenzo Voce, che stabiliva la chiusura delle scuole fino al 22 dicembre per la sola città di Crotone.
Senza entrare nel merito di quanto disposto dalla giustizia amministrativa, giova ricordare cosa è successo dal 15 al 22 dicembre nelle scuole primaria e secondaria di 1° grado di Crotone. I dirigenti scolastici hanno sospeso nell’immediato la didattica a distanza (Dad) e attivato le lezioni in presenza; il 15 il personale docente ed Ata era a scuola regolarmente, gli assenti erano invece alunni e alunne che, privati formalmente della dad per il ricorso accolto, sono andati in vacanza con una settimana di anticipo. Ed oggi? Cosa faranno i genitori lunedì prossimo? Manderanno i figli a scuola? Chi ha vinto il ricorso e chi lo condivide di sicuro sì. E tutti gli altri?
La sensazione a livello mediatico è che la grande maggioranza di genitori studenti e docenti voglia ritornare a scuola, nonostante tutto. Il punto è che non si ha contezza di quanti vogliano fare il contrario, cioè continuare con la dad senza fare correre rischi a ragazzi e adulti. Al fronte del “no alla dad” si contrappone quello del “sì alla dad”. Ma più che parlare di fronti opposti, è il caso di mettere sui piatti della bilancia i due diritti in gioco: quello allo studio e quello alla salute. Il primo è sacrosanto, il secondo …pure. Tuttavia, con oltre 2 milioni di contagi in Italia (26mila in Calabria) e circa 78mila decessi (circa 500 in Calabria), i numeri sono diventati così preoccupanti da fare pendere la bilancia dalla parte del diritto alla salute, sebbene la didattica a distanza non sia nelle corde di nessuno, acuisce le disuguaglianze, lascia sedimentare poco le conoscenze e men che meno favorisce abilità e competenze negli studenti.
Combattiamo una guerra impari, il Cov-Sars-2 è subdolo. Come in tutte le guerre vige l’arte di resistere e di arrangiarsi. Anche con la dad.