La delusione di Marino: “Troppi errori, bisogna lavorare sulla testa e l’atteggiamento”

Si aspettava evidentemente altre risposte. E invece Pasquale Marino è costretto ad incassare la seconda delusione della sua gestione, la più cocente del breve tratto visto che rispetto a Frosinone e soprattutto al pari contro il Monza, il passo indietro è gigantesco sul piano della prestazione collettiva, infarcita dei soliti errori individuali determinanti più che mai nel verdetto amaro e beffardo del match. Elementi ancora più significativi proprio perchè rispetto alle due gare precedenti Marino ha avuto tempo e modo di approfondire i nuovi concetti, ma a conti fatti senza ottenere risposte decise dai suoi ragazzi, ancora scossi da una partenza choc del torneo e mai realmente entrati nella sintonia del campionato. Tante le indicazioni negative che riaprono funesti interrogativi su una stagione che sta scivolando via in modo tremebondo. E senza scovare una luce in fondo ad un tunnel dannato e infinito.

L’allenatore : “Siamo anche partiti bene e la partita stava scivolando via in equilibrio. Purtroppo siamo stati penalizzati dall’ennesimo episodio che paghiamo a caro prezzo. Tante ingenuità che non dovremmo commettere, ed invece capita di intestardirci invece di trovare la soluzione più semplice. Quel gol nel finale di tempo ha indirizzato la partita, ma noi ci abbiamo creduto e provato fino all’ultimo, fin quando un nostro nuovo errore ha spianato la strada alla vittoria del Perugia, mentre noi nella foga di dover recuperare abbiamo commesso alcuni errori di troppo”. Il rimpianto di Marino è enorme, e per il tecnico il lavoro che lo attende è davvero gravoso: “Dobbiamo lavorare sulla testa e l’atteggiamento. Le prime due partite mi avevano convinto, stavolta abbiamo commesso troppi errori. Ma dobbiamo lavorare e credere in quello che facciamo, naturalmente non possiamo che concentrarci sulla salvezza, che al momento risulta anche difficile vista la classifica. Ma il cammino è ancora lungo”. Sul banco degli imputati p finito Molina, sciagurato protagonista dell’errore che ha favorito il vantaggio umbro. Non è il primo della stagione, ma quello che balza agli occhi è lo smarrimento e svuotamento soprattutto di alcuni tra i giocatori reduci dalla retrocessione, e magari con la testa non completamente sintonizzata sul torneo. Marino prova a dare una lettura: “Quando si retrocede, per tutto l’ambiente e non solo dei singoli, l’umore non è dei migliori. Bisogna lavorare sulla testa e archiviare quello che è stato, concentrandosi soltanto sulla stagione in corso”. Lo attende un percorso piuttosto complesso, forse anche più di quanto immaginava. Una sfida che però vuole vincere, cambiando però registro prima possibile.