La ‘ndrangheta nei canili: arresti e sequestri anche nel crotonese

Le mani della ‘ndrangheta sui canili. E’ quanto ha svelato l’operazione condotta questa mattina dalla Polizia di Stato coordinata dalla Procura della
Repubblica di Reggio Calabria, nel corso della quale sono state eseguiti 11 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione e illecita concorrenza con minaccia e violenza, commesse con l’aggravante del ricorso al metodo mafioso, ovvero
al fine di agevolare la ‘ndrangheta, turbata libertà degli incanti, intestazione fittizia di beni e truffa aggravata. Tra gli arrestati anche il titolare di un canile a Melissa e il sequestro di una struttura a Rocca di Neto.

L’inchiesta da cui è scaturita l’operazione denominata Happy Dog, ha consentito di accertare l’infiltrazione nel settore canino di persone ritenute vicine alla cosca Zagari-Fazzalari-Viola, con conseguente condizionamento degli appalti indetti dal Comune di Taurianova per l’assegnazione dei servizi di custodia e assistenza nei canili privati. Dall’inchiesta sono emerse anche le presunte condotte intimidatorie ed estorsive ai danni di un imprenditore del settore della custodia canina, vessato anche da persone vicine alle cosche di Platì e Sant’Ilario sullo Ionio.

Sono anche emersi delitti di intestazione fittizia di beni al fine di partecipare ad alcune gare di appalto nel settore canino, nel tentativo di superare gli impedimenti derivanti dalle interdittive antimafia disposte dalla Prefettura di Reggio Calabria, con conseguente truffa aggravata ai danni di Enti comunali.

Tra le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ci sono il direttore del servizio veterinario dell’Asp di Reggio Calabria, il dirigente del servizio veterinario di Locri e la rappresentante locale di un’associazione animalista. Arrestati anche due fratelli imprenditori di Taurianova ritenuti vicini alla cosca Viola-Zagari-Fazzalari, titolari di un canile. Per loro il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, così come per il nipote del boss di Platì Domenico Papalia (attualmente detenuto) e per il quale è stata disposta la misura cautelare in carcere. Arresti domiciliari, inoltre, per L.B., titolare di un canile a Melissa. É stato inoltre disposto l’obbligo di dimora e della presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di rappresentanti e commercianti di prodotti per animali.

Sono state sequestrate, inoltre, le imprese “Happy Dog s.rl.” e “Rifugio Canino il Parco s.r.l.” con sede a Taurianova, e “Mister Dog s.r.l.” con sede a Rocca di Neto operanti nel settore della custodia e assistenza ai cani randagi.