Maltrattamenti ai bambini: chiesta condanna per due maestre di Cotronei. Sentenza il 7 gennaio

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CROTONE – Due anni di reclusione. Questa la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero nel processo che vede alla sbarra due maestre d’asilo di Cotronei imputate del reato di maltrattamenti nei confronti dei loro alunni. La vicenda risale al maggio del 2017 quando due insegnanti vennero sospese dal servizio per due mesi perché usavano metodi poco consoni per i bambini dell’asilo.

L’indagine condotta dai carabinieri era partita da segnalazioni da parte di alcuni genitori. Per questo la Procura aveva autorizzato intercettazioni audio-video. Per gli investigatori le insegnanti avrebbero sottoposto i bambini ad alti livelli di vessazione picchiandoli con schiaffi, calci alle gambe, violenti strattoni, tirate di capelli, graffi, arrivando perfino a minacciarli di morte.

Accuse che nel corso del processo sono state approfondite dalla pubblica accusa e smontate dalla difesa delle due insegnanti. Martedì 10 dicembre nel corso delle arringhe conclusive il pm Aldo Marullo ha ribadito la gravità delle accuse ed ha chiesto la condanna a due anni per le due maestre. Richiesta alla quale hanno aderito anche gli avvocati delle parti offese (Maria Vincenza Corigliano, Giuseppe Peluso, Antonio Grassi, Francesco Garofalo, Francesca Serra, Filippo Ciconte, Luigi Foresta, Vittorio Gangale) che hanno chiesto risarcimento dei danni.

I difensori delle imputate, gli avvocati Mario Scavelli e Giovanni Scordamaglia, hanno contestato le accuse sostenendo che il dibattimento ha mostrato tra le altre cose come i video e gli audio intercettati – considerate prove regine – diano prova che le frasi di minaccia ed i maltrattamenti non siano quelli contenuti nei brogliacci. “La famigerata stanza buia nella quale venivano chiusi i bambini non esiste e l’istruttoria processuale ha dimostrato che maresciallo che ha condotto le indagini si è sbagliato” hanno detto i due legali. La sentenza sarà letta il 7 gennaio prossimo dal giudice Marco Bilotta.