Migranti, comitati Sprar: “il Governo non tiene conto dei numeri”

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CROTONE – Le organizzazioni del terzo settore della provincia di Crotone esprimono preoccupazione per lo smantellamento del sistema di accoglienza e integrazione dei migranti. L’approvazione del decreto ‘sicurezza e immigrazione’, sostengono, non porterà alcunché di buono, anzi ne “deriveranno soltanto maggiore insicurezza sociale per gli italiani, causata da una popolazione migrante già presente e che diverrà invisibile; e soprattutto maggiori costi su un bilancio dello Stato che già oggi non è in grado di dare risposte adeguate agli italiani in forte difficoltà economica”.

Il provvedimento varato dal Governo è stato al centro di un incontro tra i comitati reti Sprar e gli assessori alle politiche sociali regionale, Angela Robbe, e comunale Alessia Romano; presente, nella sala Azzurra del palazzo della Provincia, il sindaco di Carfizzi Carmine Maio. Nel corso dei lavori è stato posto l’accento sulle “pesanti ripercussioni che deriveranno dall’applicazione di politiche che non tengono in nessuna considerazione la realtà dei numeri degli stranieri in Italia. Il rimpatrio dei quasi 500.000 stranieri irregolari presenti nel territorio italiano – sostengono i comitati – se attuato al ritmo attuale, richiederà ottant’anni. Nel frattempo mezzo milione di persone vagherà senza alcuna possibilità di accesso ai servizi di base, senza poter accettare lavoro regolare, entrando nella zona grigia della clandestinità con il rischio che diventi manodopera a buon mercato per la criminalità”.

“Un effetto immediato sarà un aggravio dei costi dei sistemi di welfare territoriale” aggiungono i comitati Sprar; inoltre “la presenza di una popolazione irregolare che vive in condizioni di povertà avrà inevitabili conseguenze in termini di maggiore ricorso a cure sanitarie. D’altronde “immaginare una risposta repressiva non è priva di conseguenze sul bilancio dello Stato” poiché “ogni detenuto in Italia costa cinquantamila euro l’anno, per cui se si intendesse aumentare la capacità del sistema penitenziario nazionale si dovrebbe quanto meno raddoppiarlo”. “La nostra proposta, al di là dei valori di solidarietà e dignità della persona divenuti fuori moda, al di là del cinismo e della divisione sociale alimentati da anni di politiche migratorie evidentemente inadeguate – propongono i comitati – è di puntare all’integrazione dei migranti quale soluzione realistica, conveniente e sostenibile”.

Il comitato delle reti Sprar della provincia di Crotone è formato dalle cooperative Agape, Agorà Kroton, Baobab e Kroton Community; da Prociv Arci Isola Capo Rizzuto, Arci provinciale e Legacoop Sociale; dalle associazione ‘I Sentinelli’, Mga Forense nazionale, ‘Terra e libertà’, ‘Volontari di strada’.