Minacce di morte dalla mafia alla Intrieri

Il calibro del proiettile è lo stesso e anche la minaccia di morte. Allora qualcuno prometteva di ucciderla se si fosse candidata, ora quella promessa è stata confermata. Difficile stabilire se i due episodi siano collegati. Certo è che nello spazio di dieci mesi all’onorevole Marilina Intrieri, deputata dell’Ulivo e vice responsabile nazionale enti locali dei Ds, sono arrivate due buste dal contenuto sinistro. La prima missiva la scoprì la stessa parlamentare una sera di febbraio dello scorso anno, appena rientrata a casa insieme al marito al termine di un convegno. Spulciando tra la posta arretrata, la Intrieri si ritrovò tra le mani un’anonima busta gialla imbottita. All’interno c’era un proiettile di pistola calibro 7,65 ed un foglio con un messaggio ricavato da ritagli di giornale: “Se ti candidi sei morta”.
La nuova missiva, invece, l’ha trovata l’avvocato Giuseppe Filippelli, marito della parlamentare, nel pomeriggio di giovedì.

Il calibro del proiettile è lo stesso e anche la minaccia di morte. Allora qualcuno prometteva di ucciderla se si fosse candidata, ora quella promessa è stata confermata. Difficile stabilire se i due episodi siano collegati. Certo è che nello spazio di dieci mesi all’onorevole Marilina Intrieri, deputata dell’Ulivo e vice responsabile nazionale enti locali dei Ds, sono arrivate due buste dal contenuto sinistro. La prima missiva la scoprì la stessa parlamentare una sera di febbraio dello scorso anno, appena rientrata a casa insieme al marito al termine di un convegno. Spulciando tra la posta arretrata, la Intrieri si ritrovò tra le mani un’anonima busta gialla imbottita. All’interno c’era un proiettile di pistola calibro 7,65 ed un foglio con un messaggio ricavato da ritagli di giornale: “Se ti candidi sei morta”.
La nuova missiva, invece, l’ha trovata l’avvocato Giuseppe Filippelli, marito della parlamentare, nel pomeriggio di giovedì. In quel momento Marilina Intrieri si trovava a Roma.
L’uomo ha trovato la busta nella cassetta postale della loro abitazione di Crotone, ma non l’ha aperta: gli è bastato tastarla un po’ per rendersi conto del suo contenuto. Dopo avere informato la moglie al telefono, Filippelli si è recato dal procuratore della Repubblica di Crotone, Franco Tricoli, davanti al quale ha aperto la busta rinvenendovi all’interno un proiettile di pistola calibro 7,65. Nel plico c’era anche un foglio con la scritta, anche in questo caso composta con lettere ritagliate da un giornale, “la mafia ti ucciderà”.
La denuncia dell’intimidazione è stata presentata dal coniuge della parlamentare ai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, che hanno avviato le indagini.
L’eco della nuova intimidazione è stata immediata. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato un messaggio di solidarietà a Marina Intrieri. “Appresa la notizia del grave atto intimidatorio di cui è stata fatta segno nella giornata di oggi – scrive Bertinotti – desidero esprimerLe la mia solidarietà e la mia più intensa vicinanza, unitamente alla più ferma condanna per un atto inaccettabile, nella certezza che esso non potrà che consolidare il suo impegno per il cambiamento ed il rinnovamento del Paese nel segno della legalità, della trasparenza e della partecipazione democratica”. Piena solidarietà è stata espressa dal presidente della Regione Agazio Loiero: “sono vicinissimo all’on. Intrieri”, quindi dalle senatrici Silvana Amati e Fiorenza Bassoli, della segreteria nazionale dei Ds. “Le democratiche e i democratici di sinistra – hanno detto le senatrici – saranno sempre in prima fila contro la ’ndrangheta, i poteri occulti, ogni forma di corruzione, e lavoreranno al fianco dei loro rappresentanti nelle istituzioni locali e al Parlamento perché la Calabria possa essere luogo di lavoro, sviluppo, diritti e legalità”.
Per il parlamentare dei Ds e vicepresidente della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia, “la Intrieri, per la determinazione mostrata in questi anni, non si lascerà scoraggiare da gesti di questo tipo”, mentre Maria Grazia Laganà, componente della stessa commissione, parla di “clima torbido in Calabria”.
Per il segretario regionale dei Ds Carlo Guccione “l’ennesima intimidazione giunge in un momento di grande drammaticità della politica calabrese”; anche per questo “chiederemo già nelle prossime ore al governo nazionale di lavorare affinché la già forte attenzione dimostrata in questi mesi in termini di sicurezza e di lotta alla mafia, sia ancora di più accresciuta”. Solidarietà a Marilina Intrieri, inoltre, è stata espressa dal segretario provinciale della federazione Ds Giuseppe Corigliano e dal capogruppo consiliare Ds al Comune di Crotone Arturo Crugliano Pantisano.
(d.p.)