Morte motociclista di Torretta, chiesto il rinvio a giudizio per automobilista

Il Pubblico Ministero della Procura di Castrovillari, Valentina Draetta, ha chiesto il rinvio a giudizio per D.M. 36 anni di Mandatoriccio contestandogli il reato di omicidio stradale per la morte del 36enne crotonese Giacomo Capalbo. L’incidente è avvenuto sulla statale 106 nel territorio comunale di Mandatoriccio il 14 giugno 2020.

Capalbo, che risiedeva a Torretta di Crucoli, dove gestiva il supermercato di famiglia, stava procedendo sulla 106 con direzione di marcia Taranto-Reggio Calabria in sella alla sua Honda Hornet 600 quando a Mandatoriccio, si è scontrato violentemente con la Mazda 3 condotta dall’imputato il quale, secondo il pm “per imprudenza, negligenza, imperizia e in violazione delle norme del codice della strada”, percorrendo la Statale nel senso opposto di marcia, da Reggio Calabria a Taranto, “nel tentativo di eseguire una manovra di svolta a sinistra, comunque vietata, attraversava la linea continua di mezzeria, costituente limite invalicabile, non assicurandosi di poterla effettuare senza creare pericolo o intralcio al motociclo proveniente dal senso di marcia opposto, e la seguiva muovendosi in direzione obliqua rispetto alla direttrice stradale, cagionando la morte di Capalbo”. A queste conclusioni il pm è giunto sulla base della perizia cinematica sul sinistro affidata al consulente tecnico ing. Fausto Carelli Basile.

In seguito al devastante impatto il motociclista è stato sbalzato dal mezzo, ed è rovinato sull’asfalto, decedendo sul colpo: il casco, che portava regolarmente, non gli è bastato.

La famiglia Capalbo, attraverso il consulente personale Giuseppe Cilidonio, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha già ottenuto per i propri assistiti un equo risarcimento per la loro grave perdita dalla compagnia dei assicurazione della controparte. Ora però i familiari si aspettano una parziale risposta anche dalla giustizia penale, pur sapendo che purtroppo niente e nessuno potranno mai riportare indietro il loro caro.