‘Ndrangheta, droga: decine di arresti. Gratteri: traffico controllato dalla famiglia

CATANZARO – “La famiglia Presta ha controllato per anni il traffico di droga nella Valle dell’Esaro, ovvero un quarto dell’intera provincia di Cosenza”. A dirlo il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri illustrando i risultati dell’operazione condotta dalla polizia che ha portato a decine di arresti ed al sequestro di beni per due milioni di euro. Un lavoro massiccio riuscito, ha aggiunto Gratteri, grazie anche “all’aumento della pianta organica nelle Squadre mobili”. Il pensiero del procuratore è andato alla “continua e costante attenzione” che, non solo l’attività di indagine, ma anche “l’attenzione alla sicurezza della mia persona” ricevono da parte del ministero dell’Interno e dal capo della Polizia Franco Gabrielli.

I PRESTA

L’organizzazione dedita al narcotraffico ed allo spaccio sgominata stamani con il coordinamento della Dda di Catanzaro, faceva capo alla famiglia, grazie al legame con il boss storico della ‘ndrangheta cosentina Franco Presta. Il gruppo controllava il territorio di riferimento, ovvero quello compreso tra i comuni di Tarsia, Roggiano Gravina, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Acri ed esercitava il proprio potere mediante la capillare e asfissiante imposizione dei propri spacciatori nelle varie piazze così come i canali di approvvigionamento e rifornimento dello stupefacente. La droga, in particolare la cocaina, arrivava dalle cosche di Platì, nel reggino.

armi da guerra

Le accuse contestate alle 45 persone raggiunte dalla misura cautelare – 20 in carcere, 16 ai domiciliari, 7 destinatari di un provvedimento di obbligo di dimora e 2 di presentazione alla polizia giudiziaria – sono, a vario titolo, di vendita, cessione, distribuzione e commercio di ingenti quantitativi di droga, in particolare marijuana, hascisc e cocaina. Ad alcuni degli indagati vengono contestati anche i reati di estorsione, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Le indagini hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di spaccio di stupefacenti e di procedere a sequestri in flagranza di reato, in varie occasioni. L’organizzazione aveva una grande disponibilità di armi, anche da guerra. Sequestrate tre autovetture, due imprese individuali e 32 immobili riconducibili ad alcuni degli indagati, per un valore di circa 2 milioni di euro.

l’operazione

All’operazione ha preso parte personale del Servizio centrale operativo (Sco) e delle Squadre mobili di Cosenza e Catanzaro, supportati da pattuglie di diversi reparti Prevenzione crimine, nonché dalle squadre mobili di Reggio Calabria, Monza-Brianza, Viterbo e L’Aquila, coordinati dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dal pm Alessandro Riello.