‘Ndrangheta, sopralluogo del ministro Bonafede nell’aula bunker sull’ex Sir

LAMEZIA TERME – “Realizzata non solo in tempi rapidi ma anche in tempi difficili poiché, in un periodo come quello che sta vivendo il nostro Paese, il fatto che la pubblica amministrazione abbia portato avanti un progetto come questo e lo abbia realizzato in tempi rapidi è un segnale generale molto importante”. Così il ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede al termine del sopralluogo effettuato stamani nella nuova aula bunker realizzata in un immobile nell’area ex Sir di Lamezia Terme in vista anche del maxi processo scaturito dall’operazione Rinascita Scott. Al sopralluogo ha partecipato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. “Il Governo – ha aggiunto Bonafede – porta avanti la lotta contro le mafie senza tregua e quotidianamente. Questa aula bunker è anche un segnale di presenza dello Stato qui, in Calabria, in un’area difficile perché deve essere chiaro che i processi, anche quelli più impegnativi, i processi di ‘ndrangheta, sono processi che si celebrano in questa terra, qui in Calabria dove lo Stato è presente. Ed è anche un segnale di vicinanza a tutti quei magistrati che ogni giorno portano avanti la lotta alla ‘ndrangheta, tra mille difficoltà, ed in generale a tutti gli operatori della giustizia, a tutti gli avvocati che potranno usufruire qui, in questa terra, di un’aula bunker che rappresenta un progetto molto interessante realizzato come segnale anche di efficienza”.

I NUMERI

Novecentoquarantasette posti realizzati considerando la necessità del distanziamento imposto dalle norme per il contrasto alla diffusione del Covid, dei quali 428 riservati agli avvocati, 253 agli imputati a piede libero, 68 agli imputati detenuti (in celle), 198 a disposizione del pubblico e delle parti civili. Sono alcuni dei numeri della nuova aula bunker realizzata a Lamezia Terme. I lavori, particolarmente impegnativi, sono stati svolti in tempi rapidi in modo tale da garantire la tempestiva celebrazione di processi estremamente complessi e il rispetto delle norme di distanziamento sociale. Il ministero della Giustizia, che ha assunto l’impegno a finanziare l’attività necessaria alla progettazione e realizzazione dell’intervento di adeguamento e rifunzionalizzazione dell’immobile preesistente, ha costantemente assicurato il pieno supporto economico – ad oggi sono stati versati 3.768.163,94 euro per le opere infrastrutturali e 882.282,24 euro per gli interventi informatici – logistico ed organizzativo.

ORGANICO

“Il cammino è sempre lungo, però da quando sono ministro c’è stato un ampliamento di pianta organica che porta in questo distretto 22 magistrati in più. Abbiamo lavorato anche sul personale amministrativo, e, se non ricordo male, con 150 unità in più in questo distretto. Chiaramente c’è tanto da fare però c’è l’impegno a far sentite in questa terra che lo Stato c’è in un settore così delicato come quello della Giustizia. Permettetemi di ringraziare il presidente Introcaso, il dott. Gratteri, tutta la Conferenza permanente, perché questo è anche il simbolo di una collaborazione tra il ministro, gli uffici giudiziari, la Regione, il Demanio, il Commissario straordinario Arcuri. Le istituzioni lavorano insieme nella lotta alle mafie e nel portare avanti progetti più ambiziosi” ha detto il ministro Bonafede al termine del sopralluogo effettuato insieme al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, al presidente della Corte d’appello Domenico Introcaso, all’avvocato generale e procuratore generale ff Beniamino Calabrese, al procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo ed al presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì.