Negoziante li rimprovera per gli schiamazzi, i ragazzini lo aggrediscono e sfondano la vetrina

CROTONE – Il commerciante li riprende per gli schiamazzi e loro cercano di aggredirlo. Accade a Crotone, in pieno centro, in una delle strade più frequentate dove dei ragazzini di poco più di 13 anni mostrano il degrado sociale al quale è arrivata questa città ormai abbandonata a se stessa.

Nel pomeriggio del 3 maggio sono dovute intervenire diverse pattuglie della squadra volanti e dei carabinieri per fermare l’orda di ragazzini che se l’era presa con il titolare di una cartoleria su via Mario Nicoletta. La vicenda è nata, a quanto pare da un rimprovero che il titolare avrebbe fatto ad alcuni giovani per gli schiamazzi che stavano facendo davanti alla sua cartoleria.

La reazione dei ragazzi è stata inizialmente verbale ma poi sono arrivati a spintonare l’uomo. L’intervento immediato di alcuni passanti ha bloccato la foga dei ragazzini  mentre il titolare del negozio si rifugiava all’interno della sua attività. Qualcuno dei minori ha anche preso un’asta di ferro usata per chiudere la serranda del negozio, ma uno dei passanti è riuscita a togliergliela dalle mani.

A questo punto un ragazzino, peraltro già conosciuto alle forze di polizia per altri comportamenti violenti,  ha sfondato con un calcio la vetrina. Poco dopo sul posto è arrivata la madre del giovane la quale, in difesa del figlio, dapprima minacciava il commerciante di morte e di incendiargli il negozio, e poi cercava di colpirlo più volte.

La madre del ragazzo che aveva rotto la vetrina, anche lei conosciuta alle forze dell’ordine, ha iniziato a minacciare gli agenti rifiutandosi di fornire le proprie generalità. La donna ed il figlio venivano, quindi, accompagnati in Questura per accertamenti. In seguito la donna veniva denunciata, per i reati di violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale, mentre il ragazzo, denunciato per danneggiamenti ma non imputabile in quanto minore di 14 anni, veniva segnalato all’Autorità competente. Agli atti della vicenda anche un video che sta girando sui social dal quale potrebbero essere riconosciuto anche altri autori dell’aggressione.