Ancora un guasto elettrico per troppo caldo al potabilizzatore Sorical: Crotone senz’acqua

CROTONE – La storia di ripete a distanza di pochi giorni e sembra quasi una barzelletta se non fosse che coinvolge un servizio essenziale che non può bloccarsi per due volte di seguito per lo stesso problema. Da sabato sera la città di Crotone è nuovamente senz’acqua a quanto pare ancora per un guasto elettrico allo stesso sistema di allarme che aveva provocato il blocco della fornitura tre giorni fa.

Sorical poco prima della mezzanotte ha confermato che ancora una volta “A causa delle alte temperature, la cabina elettrica di media tensione dell’impianto di potabilizzazione Neto questa sera è entrata in blocco poco dopo le ore 18” e che “una squadra della Sorical, avvertita dal sistema di allarme, è immediatamente intervenuta presso l’impianto e ha proceduto alle verifiche tecniche e al riavvio delle stazioni di sollevamento”.

E’ davvero assurdo nel terzo millennio che un servizio essenziale come quello dell’acqua possa dipendere da un quadro elettrico che va in tilt per il troppo caldo. Stessa spiegazione data al guasto di due giorni fa da parte di Sorical con l’aggravante che allora nessuno degli addetti si era accorto del guasto. Nonostante questa volta Sorical sostenga che è intervenuta una squadra avvertita dal sistema di allarme,  già in serata i serbatoi della città di Crotone erano vuoti. Sorical scrive che dopo due ore dall’intervento il servizio era stato ripreso.

Questo secondo improvviso guasto speriamo non sia una nuova coincidenza dopo la lettera di fuoco che il 27 luglio Sorical ha inviato a Congesi (vedi il Crotonese di venerdì 30 luglio) intimandogli il pagamento dei debiti e minacciando la chiusura dell’acqua. Due giorni dopo c’è stato il primo guasto per eccesso di caldo.

Riteniamo che sia giunta l’ora affinché sulla vicenda intervenga la Prefettura di Crotone rimasta fino ad ora troppo in disparte sulle vicende che regolano i servizi essenziali: dalla raccolta dei rifiuti all’erogazione dell’acqua e,faccia prevalere i diritti dei cittadini che sono prioritari rispetto alle questioni finanziarie tra le società che gestiscono l’acqua.