Omelia di Morosini: non strumentalizzate i valori cristiani per farvi votare

CROTONE – Una omelia a difesa dei valori cristiani e contro la loro strumentalizzazione a fini politici. Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, non ha risparmiato alcuno nella sua omelia svolta durante la messa celebrata venerdì 17 maggio nella basilica cattedrale di Crotone nell’ambito delle feste mariane.

L’arcivescovo Morosini si è intrattenuto sul significato delle ritualità della fede popolare ammonendo contro la perdita dei valori cristiani fondamentali: “Il rischio – ha detto il presule – è che noi manteniamo i gesti e smarriamo il fondamento dei nostri padri. Possiamo dire che quei gesti di fede popolare hanno chiaro il fondamento dal quale sono partiti? L’identità cristiana oggi è abusata per captare voti. Non possiamo ridurla alla  battaglia per i crocifissi alle pareti. Che senso ha se poi i valori di difesa della vita vengono disattesi? Che senso ha mettere il crocifisso in un ospedale dove poi si pratica l’aborto? Come si può accedere alla cresima e poi spacciare droga?”.

Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini ha invitato a non strumentalizzare la religione cristiana per fini politici: “E’ falso dire che si chiudono le frontiere per difendere l’identità cristiana: se si perde è perché noi vogliamo perderla. Non dobbiamo temere il contatto con chi viene da fuori. La posta in gioco è sui valori cristiani, sulla loro perdita, non sul confronto con i musulmani. Dobbiamo dire sì alla parola di Dio ed al suo Vangelo anche quando ci costa seguirlo. Allora si inizia a costruire l’identità di credente”.

L’arcivescovo – che viene dalle esperienze di pastore a Reggio Calabria e Locri – ha ribadito: “Nelle nostre processioni ci sono tante degenerazioni  e chi convive con la criminalità non può portare un quadro sulle spalle.  Noi che facciamo processioni sappiamo cosa significa la croce? Abbiamo tirato le conseguenze delle nostre processione svolte su strade dove, dopo il passaggio del santo, si sfrutta la prostituzione, si spaccia droga, si ammazza? Parliamo della croce del perdono, ma in Calabria siamo ancora vittime di una mentalità di vendetta da cui non ci siamo liberati”. 

L’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova ha invitato i fedeli a “interrogarsi davanti alla Vergine Maria ed a Gesù da dove devono partire per essere cristiani” ed a “riflettere sulla vostra identità cristiana durante il pellegrinaggio”.