Omicidi Arena e Tipaldi, tutti assolti. Inflitti 13 anni a Manfredi per tentato omicidio

I giudici della Corte d’assise (presidente Giuseppe Neri, a latere Domenico Commodaro) hanno inflitto 13 anni di reclusione a Pasquale Manfredi, riconosciuto colpevole del tentato omicidio del boss di Isola Capo Rizzuto, Carmine Arena, e delle contestazioni in materia di armi legate a quell’accusa. Manfredi è stato però assolto dai capi d’accusa relativi agli omicidi dello stesso Arena, assassinato a colpi di bazooka il 2 ottobre 2004, e di Pasquale Tipaldi, ucciso a Isola Capo Rizzuto il 24 dicembre 2005. Scagionati dalle medesime accuse, e sempre "per non aver commesso il fatto", i coimputati Michele Pugliese, Paolo Corda e Antonio Gualtieri. Per tutti è così svanito lo spettro della condanna all’ergastolo, chiesta dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Pierpaolo Bruni lo scorso 12 luglio.

 

I giudici della Corte d’assise (presidente Giuseppe Neri, a latere Domenico Commodaro) hanno inflitto 13 anni di reclusione a Pasquale Manfredi, riconosciuto colpevole del tentato omicidio del boss di Isola Capo Rizzuto, Carmine Arena, e delle contestazioni in materia di armi legate a quell’accusa. Manfredi è stato però assolto dai capi d’accusa relativi agli omicidi dello stesso Arena, assassinato a colpi di bazooka il 2 ottobre 2004, e di Pasquale Tipaldi, ucciso a Isola Capo Rizzuto il 24 dicembre 2005. Scagionati dalle medesime accuse, e sempre "per non aver commesso il fatto", i coimputati Michele Pugliese, Paolo Corda e Antonio Gualtieri. Per tutti è così svanito lo spettro della condanna all’ergastolo, chiesta dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Pierpaolo Bruni lo scorso 12 luglio.

 

Con l’operazione Pandora gli investigatori ritengono di aver fatto luce su un decennio di vita criminale sul territorio di Isola Capo Rizzuto, compresa la sanguinosa faida tra le famiglie Arena e Nicoscia, i numerosi imputati sono stati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni, traffico di stupefacenti, danneggiamenti, e reati in materia di armi, nonché di omicidio. Per i molti imputati che hanno scelto il rito abbreviato la sentenza è arrivata il primo luglio 2011 con 14 condanne e 12 assoluzioni.

 

30 novembre 2012