Omicidio Pirillo a Cirò Marina, non è stato Spagnolo l’esecutore

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Non è stato Giuseppe Spagnolo l’esecutore materiale dell’omicidio di Vincenzo Pirillo avvenuto il 5 agosto 2007 a Cirò Marina. A provarlo c’è un documento dei carabinieri. Lo ha stabilito il Tribunale del riesame di Catanzaro decidendo sul ricorso presentato da Spagnolo (detto U Banditu) contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il delitto di strage.

L’ordinanza era stata emessa nel maggio scorso a conclusione di una indagine della Dda di Catanzaro secondo la quale l’omicidio di Pirillo fu deciso da Cataldo Marincola e Giuseppe Spagnolo che, anche in base alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, era ritenuto anche l’esecutore materiale del delitto compiuto in un ristorante nella piazza principale di Cirò Marina: nell’azione di fuoco oltre a Pirillo, colpito mortalmente, rimasero ferite  altre sei persone, tra cui la moglie della vittima ed una bambina di 11 anni. Da qui l’accusa di strage.

Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza emessa nei suoi confronti per insussistenza della gravità indiziaria. La decisione del Riesame è intervenuta a seguito dell’annullamento da parte della Cassazione di una prima istanza di riesame: la suprema Corte a novembre 2019  ha ritenuto contraddittorie e illogiche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, accogliendo pienamente e integralmente ogni singola deduzione difensiva.

A far decidere la Cassazione prima e il Tribunale del Riesame poi è stato soprattutto l’alibi di Spagnolo che le indagini difensive condotte dagli avvocati Tiziano Saporito e Gregorio Viscomi hanno permesso di trovare: Spagnolo che nel 2007 era sottoposto agli arresti domiciliari proprio il giorno dell’omicidio di Pirillo era stato sottoposto ad un controllo dei Carabinieri avvenuto in concomitanza con l’esplosione dei colpi di arma da fuoco.
Le indagini difensive hanno dimostrato, inoltre, l’impossibilità di Spagnolo Giuseppe di partecipare all’azione di fuoco ed hanno, dunque, consentito di dimostrarne, inequivocabilmente, la sua estraneità ai fatti.